2016: nuovi propositi e vecchie abitudini

2016: nuovi propositi e vecchie abitudini

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Nel giorno di San Silvestro sono state recapitate ai rosolinesi una buona parte delle circa 7000 bollette relative all’acqua dell’anno 2015, mentre il resto è in corso di consegna in questo mese di gennaio. Fin qui tutto rientra nella normalità.
Non rientra nella normalità, invece, che la data impressa sulla bolletta è il 30 dicembre 2015, cioè una data già scaduta e chi spedisce le bollette sembra esserne consapevole, tanto che il responsabile dell’Ufficio Tributi, dott. Carmelo Lorefice, nell’avviso scrive che “qualora per disguido di recapito la presente dovesse pervenire oltre il termine del 30 dicembre 2015 sono concessi ulteriori 30 giorni dal ricevimento, per procedere ai relativi versamenti”. Purtroppo, a quanto ci risulta, non vi è stato alcun disguido postale, poiché le migliaia di plichi sono stati predisposti dall’Ufficio Tributi soltanto nel mese di dicembre e consegnati all’Ufficio Postale non nel tempo necessario perché potessero essere smaltiti prima della scadenza ed in ogni caso in un tempo ragionevolmente anticipato per gli utenti.
Non rientra nella normalità, poi, che l’Ufficio postale abbia scelto di agire nell’anonimato decidendo di non timbrare le buste con l’indicazione della data di consegna ai cittadini.

Questo modo di agire ha il sapore di antiche furbate e di vecchie abitudini, attraverso le quali si persevera nell’esercitare un dominio di posizione sugli altri, peraltro inattaccabile perchè l’Ufficio Tributi dirà di avere consegnato prima della scadenza i plichi all’Ufficio postale e l’Ufficio postale sosterrà di averli recapitati in tempo utile.

La normalità è che le richieste di pagamento devono essere recapitate almeno un mese prima della scadenza e devono essere documentabili, così da consentire agli utenti di programmare le proprie finanze e di rispettare con serenità le scadenze fiscali. L’Ufficio Tributi ora richiede ai rosolinesi due versamenti nel mese di gennaio a distanza di pochi giorni, visto che la seconda rata è prevista per il 29 gennaio.
Che senso ha, a questo punto, allegare inutilmente tre bollettini: uno per la soluzione unica e due per le rate? Che senso ha consentire una tolleranza di trenta giorni dal ricevimento della busta se nella stessa non è indicata la data di consegna? Se un cittadino la riceve nei primi giorni di febbraio e non lo può documentare, il dottore Lorefice considererà regolare il pagamento avvenuto nei primi giorni di marzo? In questo caso quando si dovrebbe pagare la seconda rata di gennaio? Ci chiediamo inoltre se rientra nella normalità aver inviato le bollette dell’acqua anche ad agricoltori che non usufruiscono del servizio idrico. A chi ha chiesto spiegazioni all’ufficio tributi è stato detto di pagare solo 2,10 euro, tanto quanto è costato l’invio del bollettino, che diventano 3,60 euro con il bollettino postale. Successivamente è arrivata la nota del responsabile Carmelo Lorefice che, nel parlare di “inconveniente tecnico”, ha chiarito che l’importo non deve essere pagato.
Inoltre abbiamo appreso che la Giunta avrebbe dato incarico ad una società di recapiti al costo di 70 mila euro. Se fosse vero, al dott. Lorefice e al Sindaco Calvo, ci permettiamo di suggerire che prima occorre forse organizzare meglio l’Ufficio Tributi e dopo di tenere in debita considerazione che oramai nei Comuni prende piede l’iniziativa di far consegnare i bollettini ai dipendenti comunali, specialmente in quei Comuni dove i cittadini ne “mantengono” qualcuno in più e dove non tutti sono operativi. E pensare che gli amministratori lamentano che i cittadini evadono le tasse, mentre i comunali protestano per il mancato pagamento degli stipendi! Anche questo secondo voi rientra nella normalità?

Ferdinando Perricone

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