“Basta minacce. L’amministrazione ci tuteli”. Inizia la protesta silenziosa del “Totu” e...

“Basta minacce. L’amministrazione ci tuteli”. Inizia la protesta silenziosa del “Totu” e del “100 Once” di piazza Masaniello

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I titolari del "Totu" e del "100 Once" assieme agli 8 dipendenti e alcuni musicisti

Uno sciopero silenzioso per dire “basta alle minacce”. Vogliono difendere le loro attività ma soprattutto si aspettano che le istituzioni facciano la loro parte per non farli sentire “soli”.
Ed è per questi motivi che da oggi pomeriggio è iniziata la protesta di due locali del centro storico, il “Totu”, di cui sono titolari i giovani Corrado Di Natale e Giorgio Di Rosa, e il “100 Once”, dei titolari Paola Gambuzza e Corrado Di Natale che, da quando si sono insediati in piazza Masaniello hanno dovuto fare i conti con una cruda realtà: danno fastidio ai vicini, ed il motivo principale è da ricercarsi dall’autorizzazione rilasciata dal Comune a poter mettere i tavolini nella piccola stradina. Ma il fastidio sarebbe generale: dalle piante con relativo vaso collocato dai titolari per abbellire la zona, alla musica che, soprattutto i venerdì sera, richiama numerose persone per le serate “jazz”. Insomma, secondo i vicini la loro vita sarebbe stata stravolta in negativo e questo basterebbe per cercare di penalizzare le loro attività.
Da qui le continue minacce, sfregi e chiamate d’intervento ai Carabinieri da parte dei vicini che non hanno mai digerito la perdita della tranquillità.
“Una sera d’estate hanno messo la macchina vicino ai tavolini e hanno iniziato a dare gas -affermano i titolari-. Lasciamo immaginare il panico che si creato a chi in quel momento stava cenando nel nostro locale. Costernati abbiamo offerto noi la cena ma il danno d’immagine è stato devastante”.
I titolari, però, non hanno mai denunciato il caso. Domenica sera, però, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un vicino di casa ha investito con la propria automobile l’alberello piazzato nella strada e non contento ha iniziato a tirare pugni contro la vetrata del locale dove in quel momento si stava svolgendo un piano bar. Tutti gli avventori del locale hanno deciso di andare via. E adesso hanno deciso di dire “basta”. La protesta si ripeterà ogni giorno, dalle 16 alle 18, fin quando “l’amministrazione ci darà delle risposte. Veniamo continuamente penalizzati -affermano Giorgio Di Rosa e Corrado Di Natale-, ma vorremmo sapere se facciamo qualcosa che va contro la legge. Abbiamo sempre chiesto e ottenuto tutte le autorizzazioni e non solo: provvediamo a ripulire la piazza e i vicoli quotidianamente e questo è sotto gli occhi di tutti”.
Il progetto principale del “Totu” e del “100 Once”, infatti, tende a rivalutare la zona lasciata spesso e volentieri in stato di abbandono.
“Precisiamo che il progetto Masaniello -concludono-, tende a portare lustro a una piazza che era il punto d’incontro del commercio rosolinese. Un progetto serio che abbiamo ampiamente studiato prima di metterlo in pratica e l’amministrazione stessa ci è stata grata per il nostro impegno. Vogliamo riportare la gente dal Corso Savoia a piazza Masaniello ma questo ci viene negato da alcuni cittadini che ci impongono dei diktat. Da parte nostra abbiamo sempre rispettato tutto: abbiamo tutte le autorizzazioni per musica, orari di lavoro, occupazione del suolo pubblico. Ed in quest’ultimo caso, secondo i vicini, noi non avremmo potuto chiudere la strada che ricordo essere stata destinata a isola pedonale. Le loro proteste stanno mettendo in cattiva luce i nostri locali, perché quando si inveisce contro qualcuno non è una bella scena. Non abbiamo mai preso una multa, rispettiamo tutte le regole e vogliamo semplicemente lavorare con la consapevolezza che l’amministrazione ci tuteli. È forse chiedere troppo?”
Ferdinando Perricone

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