Corruzione elettorale, Gennuso: “Sono solo macchinazioni di un mio avversario politico”

Corruzione elettorale, Gennuso: “Sono solo macchinazioni di un mio avversario politico”

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È indagato dalla Procura della Repubblica di Siracusa per il reato di corruzione elettorale in occasione delle elezioni amministrative 2013 a Rosolini il deputato regionale Giuseppe Gennuso. L’accusa nasce dall’autodenuncia di Gianni Cassarino che avrebbe fatto emergere un presunto caso di compravendita del voto. Secondo quanto emerso, Cassarino avrebbe rinunciato al sostegno della lista “Il Megafono” per far candidare la moglie con la lista “Territorio e Sviluppo” in cambio di tre assegni da 2 mila euro ciascuno. Avrebbe lasciato come garanzia altrettanti assegni ma dopo le elezioni la “garanzia” avrebbe iniziato ad essere riscossa nonostante il fattivo sostegno. Per evitare la riscossione degli assegni, Cassarino avrebbe dapprima falsamente denunciato la perdita del carnet denunciando per furto e appropriazione indebita Pippo Gennuso, che a sua volta lo ha contro denunciato per calunnia. Secondo quanto dichiarato dal deputato regionale nel corso di una conferenza stampa nella mattinata di sabato 20 febbraio, «dietro queste storie c’è la regia di un avversario politico di Rosolini che, non avendo temi su cui attaccarmi, utilizza la diffamazione per i suoi fini politici, riuscendo a manovrare un soggetto per infangarmi utilizzando mezzi illeciti. Gennuso avrebbe infatti, con quegli assegni, «dato sostegno ad una persona a cui aveva fatto da testimone di nozze e che si trovava in difficoltà economiche, ma da questa storia il solito complottatore ha dato il via alla macchina del fango, trasformando il prestito in corruzione elettorale».

La Procura della Repubblica vuole vederci chiaro ed ha inviato agli interessati, tra i quali c’è anche un membro dello staff di Gennuso, Walter Pennavaria, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

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