Inesorabilmente verso il baratro

Inesorabilmente verso il baratro

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Lo scorso anno titolavamo a caratteri cubitali: “AAA cercasi Attacchino” un modo per sottolineare come all’interno della pianta organica del Comune di Rosolini non si è riusciti a trovare una figura specifica “aventi la particolare mansione”, nonostante la ricerca del responsabile del settore “Lavori pubblici”, Corrado Mingo, che con nota 18399 del 9 giugno 2010, ha comunicato “l’esito negativo alla richiesta di una figura professionale inquadrabile come attacchino”.
Il servizio costerà quest’anno 7.320 euro complessivi, 610 euro al mese. Facendo due conti, lasciando stare gli anni addietro, per i prossimi vent’anni il Comune di Rosolini spenderà circa 150 mila euro per non avere il suo attacchino.
Forse si è sbagliato prima a non inquadrare un dipendente comunale in tale ruolo, ma oggi si continua nella stessa strada. Trovare una figura apposita sembra essere troppo complicato ed è con apposita determinazione numero 5 del 5/02/2016, registro generale 60, che il responsabile del settore “Servizi Finanziari”, Carmelo Lorefice, ha affidato il servizio di affissione manifesti ad una ditta esterna.

Questa è solo una goccia nel mare delle spese che si potrebbero internalizzare al Comune. Siamo ben consapevoli dei problemi di liquidità che stanno attanagliando il Comune di Rosolini così come tutti gli altri Comuni, entrati in una situazione di profondo rosso dal quale difficilmente ne verranno fuori se non attuando una politica innovativa e coraggiosa. C’è da difendere la stabilità dei bilanci, destabilizzati oggi più che mai dai tagli effettuati dal Governo centrale e dal governo regionale.

Accelerare il cambio di mentalità nel modo di gestire i servizi e trovare soluzioni diverse per assicurare la mensa scolastica, l’asilo nido, la nettezza urbana, gli scuolabus, la scerbatura e potatura degli alberi, pulizia delle strade per arrivare al “semplice” attacchino.
Quanto detto potrebbe sembrare un torto ai dipendenti comunali, ed invece è l’esatto opposto. Internalizzare per risparmiare somme e un modo per garantire, da una parte, la continuazione del servizio, mentre dall’altra gli stipendi dei dipendenti comunali sarebbero in una botte di ferro.
Questa è una strada difficile e tortuosa, lo sappiamo bene, ma il risanamento delle casse del Comune è oggi una priorità. Perché altrimenti si continuerà a percorrere la strada che conduce inesorabilmente verso il baratro. E poi?

Ferdinando Perricone

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