“La via del grano”, la mostra fotografica di Carmelo Micieli debutta in...

“La via del grano”, la mostra fotografica di Carmelo Micieli debutta in cantina

Nell’ambito di “Cantine Aperte 2015”, manifestazione promossa dal Feudo Ramaddini, verrà ospitata la mostra fotografica dell’architetto rosolinese che ha fatto della sua passione per la fotografia un’arte per raccontare e promuovere il territorio.

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Turismo, gusto e cultura sono i tre ingredienti che la cantina Feudo Ramaddini ha riunito in uno degli eventi enoturistici più importanti d’Italia. È “Cantine Aperte 2015” che, durante l’ultimo weekend di maggio, permetterà ai wine lovers di vivere a pieno il turismo del vino. Per la domenica del 31 maggio, su prenotazione, la cantina accoglierà i tanti visitatori che vorranno incontrare il gusto del buon vino siciliano del territorio del Sud Est e dei suoi produttori. L’azienda Feudo Ramaddini, associata al Movimento Turismo Vino, offrirà dei banchi di assaggio con i suoi vini, in abbinamento alle eccellenze che costituiscono l’associazione Iblei In Rete. Seguiranno corsi di degustazione sul vino, sul formaggio e interventi operati da illustri relatori. Le emozioni e i sapori di “Cantine Aperte” si mescoleranno al sound etno-folk del gruppo musicale Anima Mediterranea per immergere gli ospiti in un’atmosfera tipicamente meridionale. Tra i numerosi eventi non citati per cui si rimanda all’indirizzo della cantina, ve ne è uno collaterale che interessa e gratifica non poco anche la città di Rosolini. Assieme alla mostra pittorica del maestro modicano Salvatore Fratantonio e a una estemporanea pittorica a cura di Eleonora Sacco, partirà la mostra fotografica “La via del grano -sentieri dell’anima”, proposta dall’architetto rosolinese Carmelo Micieli, che si protrarrà fino al mese di agosto.

Carmelo Micieli
Carmelo Micieli

Micieli è architetto di professione, da molti anni appassionato di fotografia. Passione che nasce per esigenze di lavoro ma che nel tempo gli è servita anche per scoprire la magia dei luoghi della Sicilia. Con la sua macchina fotografica l’architetto ha potuto scoperchiare il fascino della storia dell’uomo e del suo lavoro cogliendo geometrie e un linguaggio unico di cui i paesaggi locali sono intrisi. Si tratta di un itinerario che si diparte dalle pianure del siracusano che, attraverso il territorio modicano e i Monti Iblei, arriva nel cuore della Sicilia, fin dove i contadini del tempo (i riscuggituri) raggiungevano  le  immense distese di campi di grano per raccogliere le “spighe scordate” rimaste a terra dalla mietitura. Quelle spighe erano un prezioso alimento per molta povera gente del tempo.

“La via del grano – ha commentato Carmelo Micieli- è una linea lungo la quale si mantiene un legame con la vita. Quei luoghi, per giorni e giorni venivano attraversati da carretti e carrettieri  che  portavano negli occhi e nel cuore il ricordo di paesaggi incontaminati che poi diventavano scenari di storie vere raccontate dai nonni nelle sere d’inverno”. In quei luoghi della memoria, l’apprezzato rosolinese ha ritrovato la sua infanzia, e mentre scatta una foto vive assillato dalla necessità di “sapere”, di assaporare l’essenza intima delle cose. Coglie, trattiene l’emozione di ciò che sta osservando e invita anche noi a prenderne atto e a giurare che mai più ce ne dimenticheremo, che anche il nostro occhio diventerà fermo-immagine per custodire questo mondo che ci è toccato in sorte al gioco delle tre carte.

Alessandra Brafa

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