Servizio alla comunità bloccato dalla burocrazia. Zocco: “Scusatemi, ma non posso continuare”

Servizio alla comunità bloccato dalla burocrazia. Zocco: “Scusatemi, ma non posso continuare”

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Giorgio Zocco con Giuseppe Turlà davanti alla rotatoria di via Sipione, vicino alla chiesa di Santa Caterina, dedicata a Vincenzo Calabrese e a tutte le vittime della strada

Il commerciante Giorgio Zocco si è fatto apprezzare in città per aver ridato splendore alla rotatoria di via Paolo Orsi, un’arteria stradale che nel giro di pochi mesi è stata letteralmente trasformata e abbellita. Adesso, vista l’esperienza positiva, aveva deciso di chiedere in “adozione” anche un’altra rotatoria, quella nelle vicinanze della chiesa di Santa Caterina da Siena, in fondo via Sipione, dedicata qualche anno fa al giovane Vincenzo calabrese e a tutte le vittime della strada. Il metodo sempre lo stesso: chiede non soldi, ma bensì impegno diretto agli “sponsor” per l’acquisto dei materiali necessari a trasformare la rotatoria.

La richiesta è stata presentata al Comune e dopo l’ok “verbale” dei tecnici comunali, Zocco aveva già iniziato la sua azione di pulizia. Erano state già eliminate l’erbacce sia all’interno della rotatoria che nelle strade circostanti in via Facchetti, ma anche nelle piazzette e aiuole delle strade nonché del parco giochi dedicato all’ex sindaco Beninato. In programma da qui a qualche giorno anche il posizionamento di una ampia cisterna all’interno della rotatoria in quanto doveva essere piantumato il prato inglese, e fino a stamattina il posizionamento di alcuni camion di terra offerti dalla ditta Turlà e lo sradicamento della palma colpita dal punteruolo rosso che era stata donata dal sindaco Corrado Calvo.

“Quelli di questa mattina, però, -dice Giorgio Zocco-, saranno gli ultimi lavori che svolgerò nella zona. Chiedo scusa a tutti gli abitanti che si aspettavano che completassi i lavori, ma mi sento deluso e non intendo più continuare”.

Dopo l’ok verbale dei tecnici del Comune, infatti, la pratica per l’adozione della rotatoria si è “inceppata”. Sembra che un assessore comunale si sia recato all’ufficio tecnico per caldeggiare un’altra ditta all’adozione della rotatoria, ditta che tra l’altro sembra che avesse presentato una richiesta ben 10 anni fa.

“Il Comune mi dica cosa intende fare -conclude Zocco-. Vogliono darmi l’affidamento della rotatoria oppure no? Se questa ditta ha presentato domanda 10 anni fa, perché non ha mai effettuato lavori di miglioria in tutto questo tempo? In ogni caso sono pronto a mettermi da parte perché l’importante è dare decoro a questi luoghi. Io sono a disposizione e penso di aver dimostrato con i fatti di poter dare un contributo alla comunità. Se i miei lavori alla rotatoria di via Sipione hanno avuto l’effetto di far smuovere vecchie richieste quanto meno sono serviti a qualcosa, ma adesso chi avanza richieste deve passare dalle parole ai fatti. Per quanto mi riguarda non intendo più continuare. Quelli di questa mattina sono stati gli ultimi lavori messi in atto con l’aiuto delle ditte che avevano preso a cuore questo intervento, e mi scuso sia con loro che con i cittadini che con entusiasmo avevano già iniziato a vedere gli effetti del lavoro svolto. Ma oggi non ci sono più le condizioni per andare avanti”.

Un particolare non indifferente: Giorgio Zocco oltre ai lavori di miglioria, aveva assicurato la manutenzione costante dei luoghi presi in adozione. Come dire: sistemare una volta può essere semplice, il difficile è mantenerlo pulito nel tempo.

Luogo in cui non è stato ancora effettuato l’intervento di pulizia

Da Comune il responsabile del settore “Ecologia”, Giuseppe Vindigni, precisa: “Abbiamo dato la disponibilità verbale a Zocco ma prima di affidare la rotatoria dobbiamo vagliare tutte le richieste e premiare il miglior progetto. Ad oggi non abbiamo autorizzato nessun lavoro. Sta di fatto che nel caso specifico Zocco ha chiesto di poter adottare tutte le aree libere della zona ed il suo è un gesto apprezzabile. La prossima settimana proporrò i progetti alla giunta. Credo si possa effettuare una adozione condivisa tra più ditte”.

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