Omaggio al mio caro amico Massimo

Omaggio al mio caro amico Massimo

La triste perdita di Massimo Cataudella, ritrovato senza vita dopo averla fatta finita impiccandosi con una corda il 27 febbraio scorso, ha lasciato attonita l’intera comunità rosolinese. Un gesto estremo quello del giovane, che ha suscitato sconforto e incredulità tra le tantissime persone che lo conoscevano e amavano, ma non solo. Il carico di dolore, la rabbia, le domande, i silenzi, ma anche tanti ricordi, testimonianze, gioie e ringraziamenti sono giunti in questi giorni a Massimo e alla sua famiglia. Tra questi, una particolare riconoscenza da parte di un affezionatissimo cagnolino. Sì, perché Massimo aveva un cuore grandissimo per le persone, come per tutti gli animali.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera pervenutaci in redazione da una famiglia rosolinese. A parlare, è direttamente il cane che, qualche anno fa, Massimo ha salvato dalle intemperie della strada, curandolo e donandolo alla famiglia Spatola.

Omaggio al mio caro amico Massimo

“Da qualche anno mi chiamo MatteoNon ricordo più il mio vero nome dato che un giorno la persona con cui vivevo e che mi aveva allevato, fece finire la nostra convivenza in una strada di provinciale di campagna:

MI HA ABBANDONATO!

Quel giorno, dopo qualche ora che vagavo disperato in preda al panico, una macchina mi travolse riducendomi in fin di vita. In seguito a quello choc, dimenticai il mio nome, la mia vita precedente e la faccia del simpaticone che mi ha abbandonato.

I miei ricordi riaffiorano quando riprendo conoscenza e mi ritrovo in compagnia di una bravissima signora (Concetta) che mi soccorre insieme ad un dolce ragazzo che da allora, pieni di attenzioni per me, iniziano ogni giorno a curarmi e portarmi da mangiare insieme a tanto Amore. Diversi mesi dopo, una volta guarito, Massimo (questo il nome del mio amico), mi costruì una cuccia, e così lui, assieme alla signora e ad altri ragazzi, continuarono a prendersi cura di me. Ero diventato un clochard, dormivo ai bordi della strada in una cuccia e per tetto un cielo di stelle.

Un giorno, poi, dei signori mi accolsero in casa con loro e fu così che iniziai ad avere un nuovo nome: Matteo (nome del marito della signora che assieme a Massimo mi curò).

Massimo continuò a venirmi a trovare, portandomi sempre delle leccornie, riempiendomi di carezze, per assicurarsi che mi trovassi bene con la mia nuova famiglia.

Ho voluto raccontare la mia storia per ringraziare e rendere il mio saluto affettuoso ad un ragazzo eccezionale che non è più con noi, che ha speso la sua vita per noi amici fedeli dell’uomo sfortunati e abbandonati. Io adesso sono felice grazie a te Massimo, vivo bene, amo e sono amato in questa casa ma chissà quanti randagi sentiranno la tua incolmabile mancanza“.

Ciao Massimo, ti vogliamo bene!

Un grande abbraccio alla tua famiglia.

                                                                                                                           Matteo

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