
“Acqua salata”, i legali di Gennuso replicano alla Di Mari: “Ricostruzione falsa e pressioni indebite”
Dopo le dichiarazioni rese in una nota inviata alla stampa dalla Sig.ra Concetta Di Mari, parte civile nel processo “Acqua Salata” (coadiuvata dal nipote Alessandro Frasca, erede e amministratore dei beni), i legali dell’ex deputato regionale Giuseppe Gennuso intervengono con una replica indirizzata alla nostra attenzione, per chiarire la posizione del loro assistito e contestare la ricostruzione giornalistica ritenuta parziale e non corretta.
Di seguito il testo integrale della replica degli avvocati Maria Donata Licata e Pietro Nicola Granata: “Egregio Direttore, in relazione alle dichiarazioni, pubblicate in seno all’articolo in oggetto pubblicato in data odierna, sul quotidiano on line in intestazione, dalla Sig.ra Concetta DI MARI, parte civile nel procedimento penale che vede il nostro assistito imputato, unitamente ad altri nel procedimento penale per fatti occorsi oltre dieci anni fa, inerenti alla qualità dell’acqua distribuita dall’acquedotto privato che serviva alcune delle abitazioni di c.da Granelli, osserviamo che, diversamente da quanto riportato, la trattativa per la composizione transattiva del contenzioso civile è stata avviata di concerto con i difensori delle persone offese, uno dei quali, nella fase iniziale di essa, ha fatto pervenire una richiesta anche per la Sig.ra DI MARI ritenuta, tuttavia, da questa difesa, non congrua né supportata sul piano documentale.
Del resto sul punto già il Tribunale di Siracusa aveva rigettato le richieste di provvisionale e di risarcimento del danno in ragione della mancata dimostrazione dell’effettiva corretta quantificazione di esso. Senza entrare nel merito della vicenda, che sarà oggetto del giudizio, si chiarisce, però, che la definizione transattiva delle questioni di natura civilistica, legate ad eventuali ipotesi di natura contrattuale della società che erogava il servizio, non implica alcuna ammissione di responsabilità da parte degli imputati ed in particolare dell’On. GENNUSO che, anzi, in questa sede si nega con forza.
Pur non ritenendo questa la sede per affrontare delicate questioni giuridiche, non può non stigmatizzarsi la falsità di una ricostruzione giornalistica per la quale le affermazioni di una sola delle parti civili, senza che sia stato al riguardo compiuta alcuna attività di verifica sull’attendibilità dell’informazione, vengano attribuite anche alle altre, con le quali sono in corso interlocuzioni di tutt’altro tenore. In questi termini, le dichiarazioni riportate nell’articolo di stampa riportate in oggetto, da parte di soggetti che non rivestono alcun ruolo nell’ambito del procedimento penale in questione, non possono che essere lette come il maldestro tentativo di esercitare su tutte le parti del processo una forma indebita pressione – che auspichiamo venga stigmatizzata anche dai difensori delle parti civili – e che, comunque, sarà prontamente segnalata all’Autorità Giudiziaria, sul cui operato, lo si ribadisce, l’On. GENNUSO, per primo, nutre assoluta fiducia”.







