
Cavalcata di San Giuseppe sottotono a Rosolini, dimezzata la partecipazione
Si erano iscritti numerosi, come ogni anno. 74, per l’esattezza. Solo 35 però sono risultati idonei, con i documenti in regola. Alla partenza, si sono presentati in 26. Sono numeri che restituiscono l’immagine di un’edizione ridotta e insolita della consueta cavalcata votiva di San Giuseppe, in via Manzoni, da sempre tra gli appuntamenti più sentiti di Rosolini.
Ad incidere una serie di fattori che si sono sovrapposti. I controlli effettuati nei giorni precedenti dai Carabinieri e dai veterinari dell’Asp su alcune aziende del territorio hanno fatto emergere non poche irregolarità nella gestione e nella tracciabilità dei cavalli con sanzioni per 25 mila euro. Un’operazione che aveva già reso l’aria pesante e che ha spinto molti proprietari a non presentarsi affatto alla partenza.
Questa mattina è stata soprattutto l’applicazione più rigorosa delle regole sanitarie ad aver segnato la giornata.
Il nodo è stato il test di Coggins, l’esame del sangue obbligatorio per legge in Italia, utilizzato per rilevare l’Anemia Infettiva Equina. Un test appunto obbligatorio e che quindi è sempre stato previsto- assieme al resto dei documenti di regolarità- per la partecipazione alla manifestazione.
Quest’anno però l’applicazone delle norme è stata più serrata. La Polizia Municipale ha verificato uno ad uno il possesso del certificato elenco alla mano, sulla base di una lista redatta dai veterinari dell’Asp nei giorni precedenti che avevano già accertato chi fosse in regola e chi no. I veterinari non erano presenti sul luogo, i Carabinieri di Rosolini invece si sono occupati di ordine pubblico.
Chi non era in regola, in molti casi, ha rinunciato a presentarsi. Tra chi si è presentato c’è stato chi ha scoperto di avere il Coggins scaduto ( in un caso specifico, ad esempio, da quattro mesi) ed è stato escluso.
Il malcontento è stato diffuso.
In diversi sostengono che non si aspettavano un’applicazione così rigorosa delle verifiche, “mai avvenuta negli anni precedenti” – hanno detto. Altri di aver appreso soltanto ieri, il giorno prima, di avere il Coggins scaduto, senza avere il tempo necessario per rinnovarlo. “Sarebbe bastato saperlo una settimana prima e almeno ci saremmo goduti la festa” – ha detto uno dei proprietari di cavalli esclusi.
A rendere ancora più evidente la discontinuità con il passato è stata “l’assenza della corsa“. La cavalcata si è svolta al passo. Vietato correre. Qualcuno ha provato a spingere lo stesso, anche se poco, su incitazione del pubblico dietro le transenne.
Proprio il pubblico, non è mancato, presente in folla come ogni anno. Quest’anno però una valutazione ricorrente: “Edizione noiosa e meno coinvolgente. Abbiamo perso pure la tradizione di San Giuseppe“.
Resta ora il nodo delle prossime edizioni: la sfida per il futuro della cavalcata di San Giuseppe sarà coniugare rispetto delle regole e partecipazione, senza che l’una finisca per svuotare l’altra.
Enrica Odierna







