
PNRR, M5S Siracusa Sud: “A Rosolini 16 progetti comunali, ma manca una visione di futuro”
“Sono 16 i progetti del PNRR in cui il Comune di Rosolini è soggetto attuatore, per un valore complessivo di circa 7,6 milioni di euro ma bisogna distinguere tra le opere realmente programmate e gestite dall’amministrazione comunale e quelle, spesso conteggiate nel totale generale, ma affidate ad altri enti”.
Così il M5S Siracusa Sud esordisce nel suo comunicato stampa in cui analizza non il numero totale dei progetti finanziati, ma “come questi progetti sono stati pensati”.
“Ad oggi – scrivono – gli interventi più rilevanti e visibili restano la realizzazione del nuovo asilo nido in contrada Masicugno e la riqualificazione della Villetta Cultrera. Opere considerate utili e necessarie, ma che non bastano a delineare una strategia di sviluppo per la città. Il resto dei progetti comunali si concentra prevalentemente su: riqualificazione di edifici pubblici, efficientamento energetico e interventi di manutenzione e adeguamento”.
“Si tratta di interventi legittimi – sottolinea il Movimento – ma nel complesso frammentati, scollegati tra loro e privi di una visione complessiva. Ed è proprio questo il punto politico centrale: l’assenza di una direzione chiara”.
Per il Movimento 5 Stelle, “il PNRR rappresentava un’occasione irripetibile per ripensare il futuro della città, puntando su sviluppo economico, innovazione, servizi e attrattività del territorio. Un’occasione che, almeno nei progetti direttamente gestiti dal Comune, non sembra essere stata pienamente colta”.
“Non emerge –affermano – un’idea di città. Non si intravede una strategia capace di collegare questi interventi in un disegno organico di crescita. Il rischio è che al termine del Piano resti una somma di opere utili ma isolate, incapaci di produrre effetti duraturi sul piano economico e sociale”.
“La nostra riflessione – concludono – arriva in un momento cruciale: il PNRR è infatti nella sua fase finale, scadrà il 30 giugno, e impone non solo il completamento degli interventi entro il 2026, ma anche una valutazione concreta del loro impatto. La vera domanda oggi non è quanti cantieri sono stati aperti, ma cosa resterà a Rosolini dopo il PNRR”.







