Cavalcata votiva, il consigliere Tino Di Rosolini chiede “trasparenza totale”: “Quando un sindaco viene sanzionato, ha il dovere di spiegare alla città cosa è accaduto””

Cavalcata votiva, il consigliere Tino Di Rosolini chiede “trasparenza totale”: “Quando un sindaco viene sanzionato, ha il dovere di spiegare alla città cosa è accaduto””

Continua il dibattito politico attorno alla gestione della Cavalcata votiva e alle recenti verifiche condotte da forze dell’ordine, Asp e servizi veterinari. A intervenire con una lunga e dura dichiarazione è il consigliere di opposizione Tino Di Rosolini, che chiede al sindaco “un’operazione verità” sulle presunte irregolarità contestate alla sua azienda e sulle conseguenti sanzioni.

Secondo quanto affermato dal consigliere, la vicenda legata alla manifestazione equestre “ha suscitato grande attenzione perché sarebbero stati commessi gravi errori, omissioni e reati”. Di Rosolini sottolinea che, mentre eventuali irregolarità da parte dei singoli allevatori ricadono sulla responsabilità personale, “quando a essere coinvolti sono veterinari, forze dell’ordine e servizi sanitari che indagano sull’attività di allevamento, allora significa che qualcosa non quadra”.

“Il sindaco non è un soggetto qualunque -dice Di Rosolini-. È la massima autorità sanitaria del Comune e, come tale, deve garantire la corretta informazione sulle condizioni necessarie per far partecipare i cavalli alla Cavalcata votiva. Un aspetto che sarebbe stato sottovalutato e che ha contribuito a creare confusione e tensioni attorno alla manifestazione”.

Il consigliere, che si dice perfettamente in linea con le dichiarazioni già rilasciate dal consigliere Carmelo Modica, evidenzia inoltre che la Cavalcata di quest’anno “è stata falcidiata nelle presenze e nel significato votivo”, sostenendo che le nuove normative e i controlli sanitari “non vanno osteggiati, ma compresi e applicati per tutelare la salute degli animali e la sicurezza dei cittadini”.

La parte più dura della dichiarazione riguarda però le presunte sanzioni che avrebbero coinvolto il sindaco in qualità di allevatore: “Quando un sindaco viene sanzionato, ha il dovere di spiegare alla città cosa è accaduto, quali sono le contestazioni e quali risultanze emergono dalle verifiche. È inutile lamentarsi delle novità: se novità ci sono, lui stesso ne è il precursore”.

Di Rosolini richiama anche il ruolo del sindaco come autorità di pubblica sicurezza, in assenza di un commissariato in città: “Ciò che ha commesso come cittadino si riflette anche sul suo ruolo istituzionale. La gravità è enorme”.

Il consigliere conclude chiedendo “trasparenza totale”, affinché il Consiglio comunale, la stampa e gli organi competenti possano valutare come procedere: “Un sindaco serio dovrebbe chiarire tutto. Un sindaco che si lamenta dei controlli e dell’attenzione delle autorità non merita di portare la fascia tricolore”, afferma Di Rosolini.

La dichiarazione arriva dopo un video del sindaco Giovanni Spadola, che aveva ammesso di aver ricevuto anche lui controlli a casa sua, dove tiene dei cavalli, precisando però che “è andato tutto bene”. “Se non faccio rispettare io per primo la legalità… chi allora?”, aveva aggiunto.

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