Rosolini anticipa il 25 aprile: Masaniello è Mercato diventa Resistente

Rosolini anticipa il 25 aprile: Masaniello è Mercato diventa Resistente

Piazza Masaniello stamattina non era soltanto un mercato. Era un laboratorio vivo, pulsante, in cui memoria, impegno civile e partecipazione si intrecciavano in un’unica trama. L’edizione speciale del 19 aprile di Masaniello è Mercato… Resistente, organizzata dall’associazione Talè, ha trasformato uno spazio urbano in un luogo di riflessione collettiva, anticipando idealmente le celebrazioni del 25 aprile.

Come già accaduto nelle edizioni di dicembre e gennaio, il pubblico ha ritrovato uno degli elementi più apprezzati: il Gioco Libero di Scacchi curato dall’ASD Scacchistica Rosolini, che ha attirato appassionati e curiosi di tutte le età. La piazza si è riempita anche delle voci dei più piccoli grazie al laboratorio “Re-fiorirà lab, Maschere di Primavera”, un’attività creativa pensata per coinvolgere i bambini attraverso la manualità e il legame con la natura e la stagione.

“Parlare di resistenza oggi è fondamentale visto il un periodo buio che stiamo vivendo”. Con queste parole Giovanni Puglisi, dell’associazione Talè, ha aperto la giornata, ringraziando tutti i partecipanti all’evento e anche l’amministrazione comunale e la Chiesa Madre per l’apporto logistico. La data, diversa da quella originariamente prevista, non ha indebolito il messaggio: anzi, ha permesso di dedicare un ampio spazio al talk con Sofia Corallo, attivista dell’ANPI di Ispica, inserendo il mercato in un contesto più ampio di riflessione politica e sociale.

Durante il suo intervento, Corallo ha insistito sulla necessità di difendere il 25 aprile dal rischio di diventare “una semplice ricorrenza istituzionale”. Per farlo, ha spiegato, occorre “riempire di significato le parole che lo rappresentano: resistenza, memoria, storia. Solo recuperando la complessità della lotta di Liberazione è possibile comprendere le sfide del presente e capire quali sono le lotte di oggi e soprattutto contro che cosa lottare».

Corallo ha richiamato l’attenzione sulle tragedie internazionali, citando la situazione di Gaza, e sulle criticità interne al Paese, ricordando che la resistenza non è un concetto astratto ma un insieme di pratiche concrete. In questo senso, ha sottolineato il valore della presenza in piazza dei rappresentanti dell’Arci e della Sumot Floridia, impegnati a raccontare cosa significhi oggi “resistere” nei fatti.

Se fascismi e dittature restano i grandi nemici storici, Corallo ha individuato un pericolo altrettanto insidioso: “il disinteresse e il disamore per la cosa pubblica”. “Tutto ciò che opprime nasce dal disinteresse, ma questa mancanza di partecipazione non va giudicata con superficialità: spesso è il frutto di una rassegnazione maturata negli anni, quando molte persone hanno percepito come inutile il proprio impegno. Da qui la necessità di trovare nuove forme di partecipazione e nuove pratiche quotidiane di resistenza, capaci di ricostruire fiducia e senso di comunità”.

L’appello finale emerso da Piazza Masaniello è stato chiaro: la resistenza non è un concetto da commemorare, ma una pratica quotidiana. Partecipare, fare domande, costruire insieme: sono questi gli strumenti per contrastare l’oppressione e dare nuova vita ai valori della Liberazione.

 

CATEGORIE
TAGS
Share This

COMMENTS

Wordpress (0)
Disqus ( )