
Gestione dell’Auditorium Attilio Del Buono, primo bando deserto, il Comune rilancia fino ad aprile
Aperture, chiusure, lavori, attese. L’Auditorium comunale “Attilio del Buono” di Rosolini non ha ancora trovato pace, e nemmeno un gestore.
Negli ultimi anni la grande struttura di Via Soldato Pitino ha vissuto strappi: prima il Covid, poi problemi vari, infine i lavori di ristrutturazione. Un’altalena di brevi aperture e chiusure, che ha tenuto la sala lontana dalla vita culturale della città. Ora che il lavori sono alle spalle e la struttura pronta, il Comune ha deciso di affidarla a un soggetto esterno che ne garantisca apertura, custodia e programmazione.
Il bando però è andato deserto. Zero domande pervenute entro il 20 febbraio, termine ultimo per presentare le offerte. Il responsabile del 6° Settore, Agostino Bonomo, ha firmato il 25 marzo la determina che prende atto del silenzio e rilancia il bando, con una nuova scadenza fissata al 24 aprile. Stavolta però, secondo voci di corridoio, ci sarebbero già un paio di associazioni che avrebbero mostrato interesse, almeno verbalmente, e il bando potrebbe finalmente trovare risposta.
Non sono note le ragioni ufficiali della mancata partecipazione. È però plausibile che ad incidere siano stati diversi fattori: la gestione di una struttura come l’auditorium comporta infatti costi e responsabilità non trascurabili, tra utenze, manutenzione e necessità di garantire una programmazione continua. Per associazioni ed enti no profit, inoltre, può rappresentare un impegno economico e organizzativo difficile da sostenere senza certezze sulla risposta del pubblico.
Eppure, le condizioni economiche non appaiono comunque proibitive per una struttura come l’auditorium. Canone annuo base di 3.000 euro da offrire al rialzo, più la possibilità di scomputare dal canone fino a 9.000 euro di spese per la pratica antincendio. Chi la gestirà dovrà occuparsi del calendario eventi, della custodia, delle pulizie e della manutenzione ordinaria, applicare le tariffe approvate dalla Giunta e farsi carico delle utenze. In cambio, incasserà i proventi derivanti dall’utilizzo degli spazi.
La sala è destinata ad attività culturali, musicali, teatrali e di spettacolo, oltre che a iniziative sociali, educative e di interesse pubblico. Possono partecipare associazioni, fondazioni ed enti no profit con esperienza documentata nella gestione di spazi culturali o nella realizzazione di programmazioni sociali ed educative.







