La Corte d’Appello annulla la squalifica di 4 anni per Gianluca Rizza scagionato dal video, confermata l’inibizione per la Gradante

La Corte d’Appello annulla la squalifica di 4 anni per Gianluca Rizza scagionato dal video, confermata l’inibizione per la Gradante

La seduta della Corte Sportiva di Appello Territoriale del 31 marzo 2026, presieduta dall’Avv. Giuseppe Canzone, ha riscritto alcuni dei pesanti provvedimenti che avevano colpito il Football Club Rosolini 25 dopo i fatti avvenuti nel campionato di Terza Categoria contro il Più Forte Ragazzi.

Il caso più eclatante riguarda il calciatore Gianluca Rizza. Il Giudice Sportivo lo aveva squalificato fino al 30 giugno 2030 con l’accusa di “aver tentato di colpire l’arbitro con uno schiaffo mentre questi si trovava a terra”. Tuttavia, a seguito del ricorso della società, che ha portato all’ammissione di una prova audiovisiva, utilizzata esclusivamente per la posizione di Rizza, è emersa una dinamica completamente diversa: il giocatore non ha compiuto alcun atto violento, ma si è anzi prodigato per allontanare i compagni e proteggere il direttore di gara.

Determinante è stata anche l’audizione dell’arbitro, il quale ha ammesso di non essere certo dell’identità del suo aggressore, arrivando infine a scagionare categoricamente l’atleta. La Corte ha quindi annullato integralmente la squalifica.

“Sconto” invece per Alessio Cataudella. Sebbene la sua squalifica, inizialmente prevista fino al termine del 2026, sia stata rideterminata in 8 giornate effettive, la responsabilità del calciatore è stata pienamente confermata.

Il referto arbitrale ha documentato frasi gravissime come “lo so dove abiti”, “sei venduto” e minacce volte a impedire all’arbitro di lasciare l’impianto. La riduzione della pena è stata motivata da una nuova valutazione della “dosimetria della sanzione”: pur riconoscendo le aggravanti legate al comportamento ostruzionistico e intimidatorio, la Corte ha ritenuto la sanzione originaria “eccessiva”.

Nessuno sconto, invece, per la dirigente Rosa Gradante. La Corte non ha accolto la tesi difensiva secondo cui non avrebbe mai aggredito verbalmente l’arbitro, limitandosi a manifestare dissenso sulla gestione della gara.

È stato confermato quanto emerso dal referto arbitrale e dalle dichiarazioni del Commissario di Campo: la Gradante, non iscritta in distinta, avrebbe tentato di forzare l’ingresso nello spogliatoio arbitrale, rivendicando la propria carica politica di assessore comunale per contestare l’autorità del direttore di gara. Le sono state attribuite frasi denigratorie verso le istituzioni calcistiche, come “Campionato pilotato”, e un durissimo “te le sei meritate” riferito alla violenza subita dall’arbitro.

Questo episodio, tuttavia, avrà ora anche un seguito in sede penale. La Gradante, che nel frattempo si è dimessa da assessore comunale, ha presentato denuncia-querela contro il direttore di gara e, fa sapere, anche contro il Commissario di Campo.

I legali dello Studio Cataudella, che seguono l’intera vicenda, hanno richiesto gli atti ai Carabinieri di Rosolini, presenti negli spogliatoi, e hanno depositato un referto medico che attesta 5 giorni di prognosi per una presunta spinta ricevuta dall’arbitro. Spinta che, invece, è stata “esclusa categoricamente” dal Commissario di Campo.

Sul piano collettivo, la società subisce la perdita della gara per 0-3 e un’ammenda di 700 euro. La Corte ha confermato la responsabilità oggettiva del club, rilevando la totale inadeguatezza del servizio d’ordine, l’apertura dei cancelli ai non autorizzati e il lancio di bottiglie d’acqua da 2 litri verso la panchina ospite.

Una piccola nota positiva riguarda la squalifica del campo, ridotta da 5 a 4 giornate. Questo “sconto” è stato concesso esclusivamente grazie al comportamento meritorio del dirigente Bruno Cicciarella, tesserato del Rosolini che si è attivato per scortare e proteggere l’arbitro fino agli spogliatoi.

La vicenda non si chiude qui. La Corte ha disposto la trasmissione dell’intero fascicolo alla Procura Federale. Grazie ai filmati e alle testimonianze, sono emersi elementi utili a identificare ulteriori soggetti coinvolti nelle aggressioni fisiche subite dal direttore di gara.

Dopo i fatti avvenuti nella partita contro il Più Forte Ragazzi, la società aveva già provveduto a mettere fuori rosa tre giocatori e un dirigente.

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