
La maggioranza replica all’opposizione: “Tutti gli atti sono legittimi, il vostro voto contrario costa alla città”
Dopo la conferenza stampa di lunedì 5 gennaio, in cui i consiglieri di opposizione replicavano al sindaco Giovanni Spadola, arriva una lunghissima nota congiunta da parte dei due gruppi politici di maggioranza: Rosolini al Centro e Giovani Rosolinesi.
I movimenti politici difendono l’operato dell’amministrazione Spadola, la legittimità degli atti arrivati in consiglio e replicano frase per frase alle dichiarazioni dei consiglieri, sia tecniche, sugli atti specifici, che politiche. “Dopo l’ultima seduta del Consiglio Comunale – esordisce la nota-riteniamo doveroso chiarire ai cittadini cosa è realmente successo e perché questa vicenda riguarda l’intera comunità”.
Il testo completo:
“La ratifica di un atto non è automatica: il Consiglio ha pieno diritto di discutere e anche di respingere un provvedimento. Si tratta di una scelta politica legittima, che però comporta conseguenze concrete. In questo caso il Consiglio era chiamato a esprimersi su finanziamenti esterni già assegnati al Comune, destinati a interventi e servizi specifici. Risorse vincolate che non avrebbero prodotto nuovi debiti, tasse o costi aggiuntivi per i cittadini. La mancata ratifica ha avuto un effetto chiaro: quelle risorse non sono state utilizzate. Non si tratta di attribuire colpe. Il voto contrario è stato legittimo. È però un dato oggettivo che quella decisione ha inciso sulle opportunità per la città.
In un Comune in dissesto finanziario come Rosolini, con margini di intervento molto limitati, i finanziamenti esterni rappresentano spesso l’unica possibilità per realizzare opere e migliorare i servizi senza aggravare la situazione economica. Rinunciare a queste risorse non colpisce una parte politica, ma riduce opportunità per l’intera comunità. Il confronto politico è necessario, ma deve sempre tenere conto degli effetti concreti delle decisioni: quando si perdono risorse destinate alla città, a pagare il prezzo è sempre la comunità.
Accanto a questo necessario chiarimento politico, riteniamo doveroso rispondere anche alle osservazioni tecniche che l’opposizione ha diffuso con un comunicato video contenente valutazioni critiche sulle recenti variazioni di bilancio sottoposte al Consiglio Comunale. Riteniamo corretto offrire ai cittadini alcuni chiarimenti puntuali, distinguendo con nettezza il piano politico da quello giuridico-contabile, senza alimentare contrapposizioni sterili.
L’opposizione afferma che «le variazioni sono state portate in Consiglio senza un’adeguata motivazione di urgenza». Occorre chiarire che l’urgenza, ai sensi della normativa vigente, non coincide con eventi straordinari o emergenziali, ma con la necessità funzionale di rendere immediatamente spendibili risorse già assegnate, riallineare il bilancio a fine esercizio e garantire la continuità amministrativa in regime di gestione provvisoria. Si tratta di presupposti pienamente coerenti con il quadro normativo applicabile agli enti in dissesto. Nella conferenza stampa dell’opposizione si afferma inoltre che «mancano i decreti formali di assegnazione dei contributi e il Consiglio non era messo nelle condizioni di votare consapevolmente».
La legge non impone l’allegazione materiale dei decreti di finanziamento alle deliberazioni di variazione di bilancio, ma richiede l’esistenza del titolo giuridico dell’entrata e la sua corretta iscrizione contabile. Negli atti sottoposti al Consiglio risultano indicati importi, capitoli, vincoli di destinazione e pareri tecnici e contabili, elementi sufficienti a garantire piena conoscibilità e consapevolezza della decisione. L’opposizione sostiene altresì che «la Giunta si è attribuita competenze che spettano esclusivamente al Consiglio Comunale». Questa affermazione non tiene conto del regime speciale in cui opera l’ente: in gestione provvisoria e in stato di dissesto, la normativa attribuisce alla Giunta specifici poteri, finalizzati a garantire la funzionalità dell’ente e la gestione dei servizi indispensabili. Non ricorre pertanto alcuna carenza di potere né alcuna invasione di competenze.
Con riferimento al contributo regionale per gli extracosti del servizio rifiuti, l’opposizione afferma che «le somme avrebbero potuto essere utilizzate per ridurre la bolletta a carico dei cittadini». Il finanziamento era infatti finalizzato a contenere i maggiori oneri sostenuti dall’Ente e, in modo indiretto ma strutturale, a mitigare l’impatto complessivo sul sistema tariffario, tutelando i cittadini ed evitando che gli extra costi del servizio gravassero integralmente sul bilancio comunale o sulle future bollette. La destinazione adottata non è una scelta politica, ma un obbligo normativo. È stato inoltre evidenziato che «la ratifica di alcune variazioni è avvenuta oltre il termine ordinario del 30 novembre».
La normativa consente espressamente, in presenza di gestione provvisoria e variazioni adottate in via d’urgenza, la ratifica entro il 31 dicembre. Le tempistiche seguite risultano pertanto pienamente conformi alle disposizioni vigenti. Infine, l’opposizione richiama le segnalazioni del Responsabile dei Servizi Finanziari e del Collegio dei Revisori, affermando che «il rischio di squilibri dimostra l’inadeguatezza delle variazioni approvate». Le segnalazioni di criticità costituiscono un adempimento doveroso previsto dalla legge e non equivalgono a un accertamento di squilibrio né a una dichiarazione di illegittimità degli atti. Al contrario, le variazioni adottate mirano a governare una situazione finanziaria complessa, evitando immobilismi che avrebbero potuto aggravare il quadro esistente.
Il voto contrario espresso dall’opposizione rappresenta una legittima scelta politica sul merito delle decisioni. Ciò che non può essere condiviso è il tentativo di trasformare tale scelta in una delegittimazione giuridica di atti che risultano conformi alla normativa e sorretti da presupposti tecnici corretti. Concludiamo questo comunicato ribadendo un punto che riteniamo essenziale per una corretta informazione dei cittadini: l’Amministrazione comunale opera nel pieno rispetto della legge, con atti supportati da pareri tecnici, contabili e dal controllo degli organi preposti. Parlare genericamente di “atti illegittimi”, senza che alcuna autorità competente li abbia mai dichiarati tali, non rafforza la legalità: la indebolisce, trasformandola in uno slogan politico. L’opposizione parla di “ratifiche forzate”, di “malloppi”, di “atti privi di senso amministrativo”. È una narrazione suggestiva, ma che non trova riscontro nei fatti. Le variazioni di bilancio contestate erano atti dovuti, necessari a gestire risorse vincolate e a garantire la continuità amministrativa in un Comune in dissesto.
La legalità non si difende alzando la voce, ma rispettando le regole: e quelle regole sono state rispettate. Si afferma che “con il nostro voto non si perde neanche un euro”. È un messaggio che può risultare rassicurante, ma che non produce gli effetti prospettati. Le risorse di cui si discute erano finanziamenti esterni già assegnati, che non avrebbero prodotto nuovi debiti né nuove tasse. Sostenere che non vi siano conseguenze significa ignorare – o fingere di ignorare – il contesto finanziario in cui versa Rosolini.
In dissesto, ogni risorsa esterna è un’opportunità, non un dettaglio. Il passaggio forse più significativo dell’opposizione è però un altro. Dopo aver denunciato, accusato, ammonito e invocato forze dell’ordine e magistratura, si arriva a dire: “Da soli non ce la possiamo fare”. Su questo punto vogliamo essere sinceri, e persino un po’ solidali. È vero: da soli non ce la possono fare.
Ma la soluzione non è gridare all’illegalità, evocare scenari foschi o mettere in ansia i cittadini. La soluzione è assumersi la responsabilità delle proprie scelte politiche e, se si vuole davvero aiutare Rosolini, entrare nel merito, collaborare, avanzare proposte realizzabili, invece di costruire narrazioni elettorali anticipate. Fa sorridere, con un pizzico di amara ironia, affermare accuse di “arroganza” e “intimidazione” rivolte a un’Amministrazione che continua a portare atti in Consiglio, a sottoporli al confronto e ad accettare anche il dissenso.
Chi governa con l’intimidazione non discute: impone. Qui, invece, si discute. E si decide. Sulla questione dei rifiuti e delle proroghe, ribadiamo che l’Amministrazione è pienamente consapevole della delicatezza del tema e sta operando nel rispetto della normativa, in un contesto complesso che non si risolve con slogan o semplificazioni. Le gare non si bandiscono con i comunicati stampa, ma con atti solidi, sostenibili e legittimi. Una riflessione va rivolta, infine, ai cittadini. La politica non ha bisogno di allarmi continui, ne di salvatori solitari. Ha bisogno di serietá, competenza e responsabilità. L’Amministrazione continuera a lavorare in questa direzione, nella piena legalità e con l’unico obiettivo di tutelare l’interesse della città.
All’opposizione diciamo questo, con rispetto e un filo di ironia: quando un comunicato appare piu come l’avvio di una narrazione politica anticipata che come un contributo al dibattito amministrativo, forse il nodo non e l’operato dell’Amministrazione, ma l’incapacità di aggregare consenso e visione. Rosolini ha bisogno di confronto, non di solitudini politiche travestite da battaglie civili. Rosolini al Centro e Giovani Rosolinesi continueranno a lavorare con questo spirito: legalità , chiarezza, e apertura al confronto, mettendo sempre al centro la città e i cittadini, prima di ogni altra logica.
Firmato Giovani Rosolinesi e Rosolini al Centro







