
“La scelta di partecipare”, a Rosolini il Carnevale “divide” l’Archimede
La sfilata di Carnevale, rinviata dall’amministrazione comunale a causa del maltempo, ha riportato ieri a Rosolini un clima di festa fatto di colori, musica e partecipazione soprattutto da parte degli istituti Comprensivi.
Per l’Istituto Superiore Archimede, però, l’evento ha rappresentato anche un momento di confronto interno, tra la linea ufficiale espressa dal rappresentante d’istituto e la decisione di alcuni studenti di essere comunque presenti.
Nei giorni precedenti alla sfilata, il rappresentante d’istituto Corrado Frasca aveva comunicato che l’Archimede non avrebbe preso parte alla manifestazione. Una scelta motivata da ragioni “organizzative e ideologiche”, legate soprattutto allo spostamento dell’evento in periodo di Quaresima. Pur riconoscendo l’impegno dell’amministrazione nel garantire un momento di festa ai bambini, Frasca aveva confermato che l’Archimede aveva deciso di “non partecipare e di non condividere questo cambio di programma”.
Ma ieri una piccola rappresentanza di studenti dell’Archimede ha scelto di essere presente alla sfilata. Una decisione che, per chi ha partecipato, ha voluto affermare un principio diverso: “il ruolo attivo della scuola nella vita cittadina”.
Tra coloro che hanno lavorato per essere presenti all’evento, Luigi Ferraro, Salvo Spadaro e Corrado Paternò hanno voluto esprimere “soddisfazione per la partecipazione. Abbiamo lavorato con dedizione e spirito di squadra, mossi dal desiderio di offrire un momento di crescita e condivisione per tutti. Quando passione e collaborazione si incontrano, nascono iniziative capaci di lasciare il segno”. Gli organizzatori hanno ringraziato il sindaco Giovanni Spadola, l’amministrazione comunale e tutti i giovani che hanno contribuito alla riuscita della sfilata.
A sostegno di questa scelta sono arrivate anche le parole di Vanni Di Grande, ex rappresentante d’istituto: “La scuola è una comunità viva, inserita nel tessuto sociale della città. Partecipare al Carnevale significa portare entusiasmo e presenza nelle strade del nostro paese. Significa esserci”.
Di Grande ha invitato a guardare oltre la contrapposizione tra festa e periodo liturgico: “Non c’è nulla di irrispettoso nel regalare un momento di gioia ai bambini durante la Quaresima. I valori di comunità e solidarietà si esprimono anche attraverso la festa. “La scelta degli studenti di esserci è un segnale di maturità e senso civico”.







