
Lavoratore pendolare lascia l’auto al parcheggio Raciti: vandalizzata con un masso
Ha lasciato l’auto nel parcheggio Raciti, a due passi dalla stazione ferroviaria, ma è stato vittima di un atto di inciviltà che lascia indignati.
Vittima di questo gesto vile è un cittadino rosolinese, V. I., che lavora a Milano e che, come tanti pendolari, utilizza la propria auto per raggiungere il treno e tornare periodicamente nella sua terra d’origine. Ma al suo prossimo rientro, previsto per lunedì, troverà una scena che nessuno vorrebbe mai vedere: la sua Fiat Tipo, di proprietà del padre e compagna silenziosa di tanti viaggi, è stata brutalmente vandalizzata.
I vetri sono stati infranti con un masso, l’auto spostata da mani ignote, forse nel tentativo di metterla in moto. Un’aggressione gratuita, codarda, che non ha nulla a che vedere con il bisogno o la disperazione, ma che gronda solo disprezzo per il bene altrui e per le regole minime della convivenza civile.
“È veramente vergognoso. Non so cosa dovevano trovare. Tengo molto a quella macchina, la sistemerò nuovamente, farò di tutto per sistemarla”, ha dichiarato con voce rotta V. I., ancora incredulo di fronte all’accaduto.
“Sono gesti inspiegabili che fanno male non solo a me ma a una città intera -aggiunge-. Perché il vandalismo non è una bravata, è un crimine. E chi lo commette non è un ribelle, ma un nemico del vivere civile. Distruggere un’auto non è solo rompere un vetro: è rompere un patto di fiducia tra cittadini”.
Parole che raccontano più di mille denunce. E Rosolini si ritrova ancora una volta a fare i conti con episodi che parlano di degrado morale, di assenza di empatia, di un vuoto etico che si fa sempre più profondo.
Il parcheggio Raciti, come tanti altri spazi pubblici, dovrebbe essere un luogo sicuro, funzionale, protetto. Invece diventa teatro di atti criminali che minano la fiducia dei cittadini e scoraggiano chi, come V. I., cerca di mantenere un legame con la propria terra nonostante la distanza.







