Rosolini, si dimette l’assessore Gradante dopo la squalifica sportiva: “Ingiusta, non ho aggredito nessuno”

Rosolini, si dimette l’assessore Gradante dopo la squalifica sportiva: “Ingiusta, non ho aggredito nessuno”

Rosy Gradante lascia il ruolo di assessore comunale dopo il provvedimento del Giudice Sportivo sulla partita del Rosolini 2025 dell’8 marzo. Contesta la decisione e annuncia ricorso.

A distanza di pochi giorni dagli incidenti che hanno portato alla sospensione della partita tra Rosolini 2025 e Più Forte Ragazzi di Villasmundo, arriva una conseguenza politica inattesa: Rosy Gradante, assessore comunale in carica da 21 mesi, ha rassegnato le proprie dimissioni.

Il provvedimento che ha innescato la decisione è quello emesso ieri dal Giudice Sportivo della LND Siracusa, che ha squalificato Gradante (presente allo stadio “Salvatore Consales” nella sua veste di vicepresidente del Football Club Rosolini 25) fino al 31 dicembre 2026 per “comportamenti offensivi e minacciosi verso l’arbitro”.

Questa mattina ha protocollato le sue dimissioni, nelle sue stesse parole la spiegazione: “Non mi dimetto perché mi sento colpevole. Lo faccio per rispetto della mia città, per difendere la dignità del ruolo che ho ricoperto e per dimostrare, ancora una volta, la mia correttezza.”

Il testo integrale delle dimissioni di Gradante: “Non è facile scrivere queste parole. Oggi è arrivato il provvedimento del Giudice Sportivo sulla partita di domenica che vede una squalifica nei miei confronti fino al 31/12/26. Una decisione che mi colpisce profondamente e che considero ingiusta. In questi 21 mesi da Assessore ho servito la mia città con amore, con passione e con un solo obiettivo: stare dalla parte delle persone, soprattutto dei più fragili. Ho sempre condannato ogni forma di violenza e ho sempre cercato di trasmettere ai nostri giovani i valori del rispetto, della lealtà e dello sport sano. Per questo oggi provo un dolore enorme nel vedere messa in discussione la mia persona. Lo voglio dire con la massima chiarezza: io non ho aggredito o calunniato nessuno.

“Chi mi conosce davvero – continua  -sa che la violenza non mi appartiene, non appartiene alla mia storia, al mio carattere, al mio modo di stare tra la gente. Ma proprio perché rispetto profondamente le istituzioni che ho avuto l’onore di rappresentare, ho deciso di compiere un passo difficile: rassegnare le mie dimissioni da Assessore. Non lo faccio perché mi senta colpevole. Lo faccio per rispetto della mia città, per difendere la dignità del ruolo che ho ricoperto e per dimostrare, ancora una volta, la mia correttezza. Contemporaneamente ho affidato al mio legale la tutela della mia immagine e della mia dignità personale. Nelle sedi opportune verrà raccontata tutta la verità e verrà fatta giustizia. Io non ho nulla da temere, ho la coscienza pulita. Rosolini è la mia casa, è la comunità per cui ho lavorato ogni giorno e per cui continuerò a impegnarmi con lo stesso amore, anche fuori da ogni incarico. In queste ore sto ricevendo tantissimi messaggi di affetto e vicinanza. A voi tutti dico grazie, con il cuore. Perché alla fine, in una comunità come la nostra, le persone si conoscono davvero. La verità può essere messa in discussione per un momento, ma la vita di correttezza, di impegno e di amore per la propria città non può essere cancellata da una decisione. La mia coscienza è pulita, la mia storia parla per me. E la verità, prima o poi, non chiede il permesso: viene fuori.”

La vicenda trae origine dalla partita di domenica 8 marzo, quando il match di Terza Categoria era stato interrotto al 36′ del secondo tempo, sul punteggio di 1-2, dopo una “aggressione” all’arbitro Antonio Carpinteri. Il Giudice Sportivo ha comminato alla società cinque giornate di squalifica del campo, la sconfitta a tavolino per 0-3 e un’ammenda di 700 euro. Per i tesserati coinvolti nelle violenze, le squalifiche variano da 4 a 6 anni.

Il Football Club Rosolini 25 aveva già preso le distanze dagli episodi, annunciando l’esclusione dalla rosa di tre giocatori e la rimozione del dirigente Vincenzo Ignaccolo. Sul caso pende ora anche il giudizio della Procura Federale, chiamata a fare luce sulla presenza di soggetti non autorizzati all’interno del recinto di gioco.

 

 

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