
Rosolini, un’interrogazione sul Carnevale “senza soldi” accende il Consiglio comunale
Dove finiscono i soldi pubblici e dove inizia la responsabilità della comunità? Ieri sera, in Consiglio comunale, un’interrogazione sul Carnevale 2026 ha acceso il confronto politico. Il nodo più profondo, sottolineato dal consigliere Gianluigi Pitrolo, “non è tanto la sola carenza di fondi pubblici, quanto di partecipazione collettiva”.
Il sindaco ha chiarito subito la situazione sull’interrogazione dei consiglieri di opposizione: “Il Comune di Rosolini è in dissesto: non possiamo impegnare delle risorse economiche”. In altre parole, per il Carnevale nessun fondo pubblico era infatti disponibile. A rendere tutto più complicato, anche l’assenza dei contributi regionali. “Il finanziamento della Regione Siciliana per il Carnevale non è arrivato”, ha spiegato il primo cittadino, ricordando che molti fondi sono stati bloccati dopo l’emergenza legata al ciclone Harry di febbraio. E allora la scelta obbligata: sponsor privati: “Abbiamo regalato un sorriso ai bambini grazie a 10.000 euro di sponsor”, ha precisato il sindaco, ringraziando le aziende e le scuole coinvolte.
Il risultato? Un Carnevale “ridotto”, ma realizzato. “I bambini si sono divertiti”, ha confermato l’assessore Roberto Errante. Ma è proprio su quel “si è fatto comunque” che si è aperta la frattura politica. Dai banchi dell’opposizione, infatti, il tema non è solo economico, ma politico e strategico.
“Pensare che un’amministrazione possa organizzare gli eventi solo con gli sponsor non è sufficiente”, ha dichiarato il consigliere Giuseppe Guastella, ribaltando l’impostazione: “Storicamente è l’amministrazione che incentiva i privati, non il contrario”. E poi c’è il nodo, più sottile ma più pesante: i rapporti con la Regione. “Ho l’impressione – ha detto il consigliere Tino Di Rosolini –che la Regione Siciliana sia più distante”. Un “sospetto”, per Di Rosolini, che potrebbe indicare come i rapporti tra l’onorevole Riccardo Gennuso e il sindaco Giovanni Spadola si stiano deteriorando. “I prossimi mesi – ha concluso – dimostreranno se questa mia deduzione ha un significato politico o meno“. A rafforzare “il dubbio”, il confronto con altri territori: “Floridia, Avola, Portopalo hanno avuto contributi. Perché loro sì e Rosolini no?”, ha incalza il consigliere Soli. “Quei comuni non sono in dissesto” è la replica immediata del sindaco.
Ma nel mezzo dello scontro emerge una voce diversa che sposta l’attenzione dai fondi, dalle responsabilità istituzionali, alla partecipazione collettiva.
“La verità è che oggi è difficile coinvolgere la cittadinanza”, esordisce il consigliere Gianluigi Pitrolo che da anni è stato in prima linea per l’organizzazione del Carnevale. “Quello di cui parlate è la normalità: l’amministrazione mette a disposizione dei fondi e la cittadinanza deve essere pronta a recepirli e organizzarsi. Però, essendo protagonista nel carnevale rosolinese da oltre 8 anni, non solo con il sindaco Spadola, mi sono trovato più e più volte ad organizzare Carnevali con risorse pari a zero. Io, da cittadino, mi sono sempre messo a disposizione ma Rosolini non ha uno spirito che si fa coinvolgere facilmente. Abbiamo fatto tante riunioni con assessori e consiglieri, cercando di coinvolgere la società civile, le associazioni e le scuole ma legare il cittadino alla manifestazione è difficile. Negli anni si è perso qualcosa. Ricreare quel livello dei grandi Carnevali del passato richiede impegno e costanza. Serve l’impegno dell’amministrazione, ma anche quello della cittadinanza a cui voglio lanciare un appello: tutti quelli che sono stati in prima linea nel vecchio grande Carnevale rosolinese, devono rimettersi in gioco. Serve alla città. Se continuiamo a dividerci politicamente, non cresceremo mai”.






