
Salute e prevenzione, il dottor Giorgio Sacchetta al Cine Teatro Santa Caterina: “Non è mai troppo tardi per curare il proprio cuore”
Una serata dedicata alla vita, alla conoscenza e, soprattutto, alla prevenzione. Mercoledì 25 febbraio, la cornice del Cine Teatro di Santa Caterina ha ospitato un che ha visto come protagonista il dottor Giorgio Sacchetta, rosolinese d’origine e oggi eccellenza della cardiologia siciliana. L’evento è nato dalla sinergia di diverse associazioni locali, il Club Famiglie di cui è presidente Maria Di Martino, il centro Cultura Poesia e Arte di Giusy Spadola Incatasciato, la Fidapa della presidente Giuseppina Buffa, l’Archeoclub d’Italia della presidente Giuseppina Milceri, Cultura e Dintorni di Corrado Calvo, l’Unitre del presidente Nino Cavallo e la sezione locale dei Beni Culturali di Viviana Calvo.
Il dottor Sacchetta, responsabile dell’Emodinamica ed Interventistica Cardiovascolare dell’Ospedale Umberto I di Siracusa, ha aperto il suo intervento non con una lezione magistrale, ma con una “chiacchierata” aperta al pubblico. Con un pizzico di orgoglio, ha ricordato come il centro di Siracusa sia oggi il primo in Italia e il secondo in Europa per interventi di chiusura dell’auricola sinistra: “Non è necessario prendere l’aereo per il Nord Italia per trovare una sanità di altissimo livello”.
Il fulcro del dibattito è stato il “cuore della terza età”, che scientificamente inizia a 65 anni, momento in cui le fibre muscolari del cuore e le arterie iniziano a perdere elasticità, diventando più rigide. Sacchetta ha sfatato un mito pericoloso: non è vero che la pressione “minima” (diastolica) sia meno importante della “massima”. Entrambe concorrono al rischio cardiovascolare e i valori ottimali dovrebbero attestarsi sotto i 120/80 mm Hg, indipendentemente dall’età.
Particolarmente istruttivo è stato il passaggio sui sintomi dell’infarto. Il dottore ha spiegato che il dolore cardiaco non è mai “un pungiglione” o un dolore al tatto, ma una sensazione costrittiva o urente, come un peso sul petto, spesso accompagnata da sudorazione fredda o nausea. Ha inoltre avvertito di non sottovalutare dolori alla mandibola, ai denti o alle braccia (anche quello destro) durante uno sforzo: “In medicina si deve escludere prima la cosa più grave; di cervicale non è mai morto nessuno, di cuore purtroppo sì”.
Il “nemico numero uno” non è, come molti pensano, solo lo stile di vita, ma la familiarità. Chi ha avuto genitori con problemi cardiaci deve controllarsi di più. A questo si aggiungono i fattori modificabili del Colesterolo LDL, il Diabete e lo stile di vita. Sacchetta ha raccomandato di seguire una “dieta mediterranea e almeno 30 minuti di attività fisica giornaliera con una camminata veloce.
L’incontro si è concluso con un forte richiamo all’aderenza terapeutica. Spesso i pazienti abbandonano i farmaci dopo pochi mesi, ma oggi la medicina offre armi potentissime, dalle pillole “combinate” alle terapie iniettive per il colesterolo.
“Siamo tutti sotto il Padre Eterno -ha concluso il dottor Sacchetta- ma curare il cuore oggi è possibile. Non andate a casa pensando che non potete fare nulla: ognuno di voi può fare qualcosa per il proprio cuore”.
Un messaggio che il numeroso pubblico presente al Cine Teatro di Santa Caterina ha accolto con un lungo e caloroso applauso.







