
Seimila chilometri a piedi in giro per il mondo, ora parte da Rosolini con un triciclo
C’è chi arriva a Rosolini per caso, e chi sceglie Rosolini come punto di partenza. Mauro Barberis, classe 1987, di Monticello d’Alba, appartiene alla seconda categoria. Ieri mattina, da qui, è partito su un triciclo per un giro ad anello lungo le coste del Sud Italia.
Soprannominato “Barba”, guida ambientale escursionistica e runner con all’attivo circa seimila chilometri percorsi a piedi tra Nepal, Patagonia, Islanda e Alpi, è stato in città una decina di giorni. Prima di partire ha lasciato il cane Oscar a un’amica che lo ha ospitato, ha sistemato sul triciclo una targa con scritto “Free hugs” (abbracci gratis), e via.
Non è alla prima avventura. Ha percorso il Cammino di Santiago, attraversato la Patagonia fino a Capo Horn, girato l’Australia e la Tasmania, valicato il Monte Bianco in cinque giorni, camminato sulla Grande Traversata delle Alpi da un confine svizzero fino a Ventimiglia. Il tutto spesso con uno zaino da sette chili in spalla e pochi piani prestabiliti. I viaggi li finanzia in parte attraverso una raccolta fondi per tre organizzazioni che operano in Nepal a favore dell’ambiente, dei bambini e delle comunità più povere.
Questa volta le regole sono cambiate. Niente montagna, niente zaino, niente sentieri di alta quota. “Ho sempre fatto montagna e camminate a piedi”, racconta. “Avevo voglia di provare qualcosa di nuovo.”
Qualcosa di nuovo significa un giro ad anello dell’Italia meridionale su tre ruote: da Rosolini verso l’Isola delle Correnti, poi lungo il litorale fino a Messina, su per il Tirreno fino a Napoli, attraversamento verso Bari, tutta la Puglia fino a Santa Maria di Leuca, e infine di ritorno. Un anello. Niente vette, solo costa, mare e persone.
Perché è questo il filo conduttore di ogni viaggio di Mauro: le persone. In Nepal ha dormito nei villaggi, si è fatto curare le piaghe alle gambe con la cenere da un anziano del posto, ha incontrato il Dalai Lama. Ha pianto vedendo l’Everest per la prima volta. “Free hugs “, appunto, è il suo solo programma.
Rosolini lo ha sorpreso rispetto “a come gliene avevano parlato”. Se l’aspettava più sonnolenta, più svuotata. Invece ha trovato giovani, movimento, vita. Un’osservazione senza retorica, detta da uno che di posti ne ha visti abbastanza da riconoscere quelli che, in fondo, non si sono ancora arresi.
Chi volesse seguirlo e seguire i suoi viaggi, lo trova su instagram nella sua pagina Running for Nepal.







