Stangata del giudice sportivo sul Rosolini 2025, le “sviste” che hanno contribuito alle pesanti squalifiche

Stangata del giudice sportivo sul Rosolini 2025, le “sviste” che hanno contribuito alle pesanti squalifiche

La stangata del Giudice Sportivo continua a far discutere nell’ambiente sportivo di Rosolini. Non solo per la severità delle sanzioni inflitte ai giocatori del Rosolini 2025, ma anche perché arrivano in evidente controtendenza rispetto al comportamento tenuto dalla squadra nel torneo. Il “pugno duro” colpisce infatti una società che, fino alla vigilia della gara con il Più Forte Ragazzi, era tra le candidate al premio “Coppa Disciplina”, grazie al numero esiguo di ammonizioni e squalifiche rimediate. Una “squadra modello” che, nella partita arbitrata dal signor Carpinteri di Siracusa, si è improvvisamente trasformata, secondo le squalifiche, in una “formazione violenta” da punire con pene esemplari.

Nessuno, tuttavia, può giustificare quanto accaduto nel convulso finale di gara, culminato con l’aggressione all’arbitro. Questo va detto senza ambiguità. La società, consapevole della gravità dell’episodio, aveva immediatamente adottato provvedimenti interni: tre giocatori e un dirigente messi fuori rosa, scuse pubbliche alla città e al direttore di gara, e una presa di posizione netta contro ogni comportamento antisportivo.

Alcuni passaggi del referto del Giudice Sportivo, redatto sulla base delle indicazioni dell’arbitro e del direttore di campo, risultano contestati dalla società, che dispone di un video integrale della scena.

Il primo punto riguarda il numero 18, Gianluca Rizza, 16 anni, squalificato fino a giugno 2030: oltre quattro anni di stop. Secondo il referto, il giovane avrebbe “tentato di dare uno schiaffo al direttore di gara mentre era a terra, senza riuscire nell’intento”.
Le immagini, però, mostrerebbero un’altra dinamica: Rizza interviene nella mischia per aiutare l’arbitro, la mano passa vicino al volto del direttore di gara senza toccarlo ma il giovane viene spinto da terzi, perdendo l’equilibrio. Subito dopo, infatti, si scaglia contro chi lo aveva urtato, contribuendo a liberare il corridoio per l’uscita dell’arbitro dal campo. La dirigenza, dopo aver rivisto più volte il video, non ha dubbi: l’intervento del numero 18 era volto a proteggere, non ad aggredire. Il Giudice Sportivo, invece, su indicazione dell’arbitro, ha interpretato il gesto come un tentativo di schiaffo, punendolo con una delle squalifiche più pesanti.

Altro caso riguarda il numero 10, Michele Ragusa, squalificato fino al 30 giugno 2031. Il giocatore tira la palla verso l’arbitro (che la schiva) e poi lo spinge: un gesto grave pur senza nessuna conseguenza fisica. Nel referto, però, si legge che “successivamente al triplice fischio, il medesimo afferrava violentemente il direttore di gara per la maglia, contribuendo all’accerchiamento”. Le immagini mostrerebbero invece Ragusa allontanarsi dopo la spinta iniziale, senza afferrare nessuno né partecipare ad altre proteste. Se la squalifica fino al 2031 comprende questa aggressione che in realtà non c’è mai stata, allora è stato sicuramente un errore di valutazione.

Il terzo episodio riguarda il numero 7, Hydara Salimira, squalificato fino al 31 dicembre 2031. Espulso nel primo tempo, è rientrato in campo dalla tribuna e avrebbe “spinto con violenza l’arbitro, facendolo cadere rovinosamente all’indietro”.
Il video mostrerebbe invece che Hydara, entrato impropriamente nel terreno di gioco, non tocca mai il direttore di gara, anche per l’intervento del compagno di squadra Casto (numero 9).

La caduta dell’arbitro sarebbe stata provocata dal numero 6 del Rosolini, che nel tentativo di avvicinarsi lo urta con il ginocchio. Pur nella gravità complessiva, questo è l’episodio più netto e più condannabile.

Le conseguenze non si sono limitate al campo. La vicepresidente del club, Rosy Gradante, squalificata fino al 31 dicembre 2026 “per comportamento minatorio e offensivo”, si è dimessa dal ruolo di assessore comunale ai Servizi Sociali. Gradante afferma di aver già presentato querela contro l’arbitro Carpinteri e non solo, respingendo le accuse e sostenendo di essere stata lei stessa vittima di un contatto fisico da parte del direttore di gara, episodio che sarebbe avvenuto davanti ai Carabinieri presenti. La dirigente dispone anche di un referto del Pronto Soccorso con cinque giorni di prognosi.

La gara tra Rosolini 2025 e Più Forte Ragazzi, che doveva essere il big match del campionato, ha cambiato volto già dopo dieci minuti, con l’espulsione diretta di Hydara per un contrasto in cui l’avversario non cade neppure a terra. Da quel momento, la tensione è salita: tre cartellini rossi, sei ammonizioni, un rigore contestato e un finale completamente fuori controllo.

Le contestazioni arbitrali, soprattutto nei campionati minori privi di assistenti, sono purtroppo frequenti. Ma chi alza le mani supera un limite invalicabile e deve essere punito. In questo caso è evidente alcuni contrasti tra quanto dichiarato nel referto e quanto fanno vedere le immagini. Lo si scrive nel massimo rispetto del lavoro svolto in un contesto concitato, ma restano alcune domande: è possibile che, in mezzo a quella confusione, qualcuno abbia potuto prendere un abbaglio?

La giustizia sportiva ha già emesso i suoi verdetti. Verdetti pesanti anche per lanciare un segnale forte: gli arbitri non si toccano. Ma visto che nel mezzo ci sono giovani che vedono compromessa la propria carriera sportiva, giovani che negli attimi concitati hanno potuto pur sbagliare, ci chiediamo se la ricostruzione, che in alcuni casi appare con evidenti sviste, non poteva portare a pene inferiori o addirittura nulle come nel caso del Numero 18 Gianluca Rizza. Ma questo, forse, non lo sapremo mai.

Ferdinando Perricone

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