A Rosolini furto della vergogna: rubati gli utensili ai disabili dell’Arid

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Quando chi ruba non guarda in faccia nessuno, neanche i disabili. Il furto della “vergogna” è stato messo a segno a Rosolini, all’interno della sede dell’Arid ricavata in un container posizionato all’interno dell’oratorio “san Francesco”, in contrada Pagliarazzi, appartenente alla Chiesa del Cuore Immacolato di Maria. Una sede forse non ottimale ma che è stata indispensabile all’Associazione Rosolinese Integrazione Disabili per portare avanti i progetti e i vari laboratori per tenere occupati i 18 ragazzi “speciali” presi in cura dall’associazione.

Nell’arco di 10 giorni la sede è stata derubata per ben due volte. I ladri hanno aperto un varco forzando una porta laterale e hanno sottratto un frigorifero e una stufa a fungo regalati all’associazione tramite delle donazioni private. Sottratti anche un bigliardino e un congelatore appartenente alla parrocchia del Cuore Immacolato di Maria.

Il container all’interno dell’oratorio “San Francesco” in cui l’associazione svolge le attività.

Non contenti del “bottino”, la sede “Arid” è stata rivisitata l’altro ieri. Questa volta sono stati forzati gli armadietti chiusi con dei catenacci e sono stati sottratti uno stereo donato dall’associazione “InterClub Peppino Prisco” e un forno elettrico che l’associazione utilizzava per i laboratori di cucina. Portate via anche alcune sedie di plastica e palloni di cuoio. Valore complessivo dei beni sottratti circa 500 euro.

 

“E’ stato veramente demoralizzante entrare nella sede e dover costatare che quel poco che avevamo era stato rubato -dice la presidente “Arid”, Sara Scarso-. Erano per noi utensili fondamentali per portare avanti l’associazione, ed erano state tutte donazioni di associazioni e privati che hanno creduto in noi. Tutti sanno che non riceviamo finanziamenti e svolgiamo la nostra attività gratuitamente. La stufa era necessaria per ripararci dal freddo in inverno visto che svolgiamo l’attività in un container, con il forno organizzavamo settimanalmente dei laboratori di cucina, così come svolgevamo laboratori di musicoterapia e di ginnastica con i palloni di cuoio. Tutte attività che al momento siamo costretti a sospendere”.

L’Arid svolge la propria attività a favore dell’integrazione dei disabili da molti anni. Un’attività continua nel tempo, senza sosta, lontana dai clamori, svolta con passione e dedizioni dalle operatrici. Un’opera di volontariato che le famiglie dei 18 utenti hanno apprezzato.

“Le famiglie sono contente del nostro lavoro -conclude la presidente “Arid”-, anzi vorrebbero che le nostre attività venissero allargate oltre i due giorni alla settimana, ma per noi è insostenibile. Ringraziamo don Alessandro per l’ospitalità che ci sta dando perché altrimenti non avremmo un posto dove andare, nello stesso tempo abbiamo chiesto più volte una sede adeguata all’amministrazione comunale, ma ad oggi non abbiamo ricevuto una risposta. Sarebbe necessaria una collaborazione fattiva tra chi amministra e le associazioni di volontariato, però costatiamo, purtroppo, che non c’è interesse verso i disabili. Noi non chiediamo soldi, ma solo di metterci nelle condizioni di poter ben operare”.

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