Ancora senza retribuzioni i lavoratori del cantiere di Via Ronchi: “Siamo stanchi di essere presi in giro”

Ancora senza retribuzioni i lavoratori del cantiere di Via Ronchi: “Siamo stanchi di essere presi in giro”

Amareggiati, delusi e arrabbiati. I lavoratori del cantiere regionale di Via Ronchi sono stanchi di attendere retribuzioni che non arrivano mai e di essere vittime di promesse a vuoto da parte del sindaco Pippo Incatasciato che più di una volta aveva garantito una scadenza certa per l’arrivo delle loro retribuzioni: “Scadenza più volte non rispettata, e questa presa in giro – dicono i lavoratori – ci sta portando alla disperazione”.

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Ad alzare la voce è uno dei lavoratori, Rosario Galazzo, che si definisce “inappagato, deluso e amareggiato” perché in ben 60 giorni di lavoro non hanno ancora visto un euro di ciò che gli spetta. Galazzo si è fatto portavoce di un gruppo di lavoratori a lui più vicino, Roberto Linguanti, Corrado Di Mari, Giuseppe Sessa, Vittorio Lao e Sofia Arcieri. Tutti nomi che in questa pubblica denuncia contro “la politica che lavora male”, vogliono metterci la firma e pure la faccia.

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Anche per pagare la luce – dice Galazzo- abbiamo chiesto aiuto ai nostri genitori e nei giorni della commemorazione dei defunti non abbiamo potuto portare nemmeno un mazzo di fiori ai nostri cari. Non è vero che i lavori dopo essere stati sospesi non sono partiti perché mancava la betoniera e basta, in realtà mancavano i fondi. Il signor Sindaco ci aveva fatto una promessa: giorno 26 ottobre avremmo dovuto riprendere i lavori e saremmo stati pagati. Noi abbiamo fatto il nostro dovere e giorno 26 ottobre ci siamo presentati al cantiere, ma non c’era nessuno”.

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I lavoratori, a quanto dice Galazzo, non hanno visto nessuno, né nessuno, lo stesso giorno 26, ha loro comunicato che il cantiere era ancora sospeso e che quindi non potevano cominciare a lavorare. In più le retribuzioni continuano ad essere un miraggio ma nessuno ne parla più.

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“Né il responsabile, né il capo cantiere, né il sindaco Incatasciato e né l’Assessore Paolo Nicastro. Nessuno si è fatto sentire né vedere.Ci hanno abbandonati nella più totale confusione”.

E se di mezzo non ci fossero famiglie che hanno davvero difficoltà ad andare avanti, questa vicenda potrebbe sfiorare quasi il comico dato che i cantieri regionali, istituiti per scopo sociale, in questo caso stanno solo procurando malessere, rabbia e disperazione, perdendo appunto la loro alta funzione sociale. Una sconfitta che è innanzitutto quella di una politica che non riesce ad essere chiara, sincera e che pare non stia ben facendo il suo lavoro.

“Ma l’assessore e il sindaco sono mai andati a Palermo a capire davvero qual è il problema? Questo ritardo è inaccettabile – continuano i lavoratori-. “La politica dovrebbe solo occuparsi della gente che lavora. Noi stiamo facendo il lavoro con passione ma i politici non stanno lavorando con la stessa passione con cui lo stiamo facendo noi. Siamo stanchi di sentirci presi in giro”.

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