Commozione per l’ultimo saluto al dottor Piazzese, i figli: “Un grande uomo sotto ogni aspetto”

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«Le persone care, le persone amate, non ci lasciano mai. Il nostro non è un “Addio” ma un “Arrivederci”». Parole di fede di speranza quelle pronunciate dal parroco Giuseppe Rosa che questa mattina ha officiato il rito funebre in ricordo del dottor Giombattista Piazzese, che si è svolto stamattina, alle 10.30, in una Chiesa Madre gremita di gente. È deceduto all’età di 75 anni venerdì scorso, all’ospedale “Arezzo” di Ragusa, a causa di un male incurabile che lo ha portato via nel giro di poco tempo.

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Stamani presenti tanti suoi pazienti che hanno voluto stringersi al dolore della famiglia, in ricordo di una persona gioviale, seria e preparata, sempre con la battuta pronta. Piazzese è andato via senza poter coronare un suo sogno nel cassetto: il polidiagnostico “Sacro Cuore”, struttura pensata per diventare il fiore all’occhiello della prevenzione sanitaria della zona sud, poi naufragata in vicende giudiziarie tortuose per le quali non aveva mai smesso di arrendersi e chiedere “giustizia”.

Il ricordo dei figli

A fine rito sono stati i figli Titti e Giuseppe a ricordare la figura del padre. Parole che hanno toccato i cuori dei presenti e che hanno dipinto perfettamente la figura di padre, medico, marito, sempre pronto per aiutare la famiglia e gli altri.

“Vedervi così numerosi ci rende orgogliosi e questo dimostra come papà sia stata una persona stimata e voluta bene da tanti. E’ stato una grande uomo sotto ogni aspetto. Un grande amico, un grande medico, un grande marito, un grande papà, un grande uomo perchè ha sempre saputo affrontare la vita di petto, nonostante le difficoltà. Non si abbatteva mai e ha combattuto fino alla fine per ciò in cui ha creduto. Ha ricevuto tanto, ha dato ancor di più. Un grande amico, divertente, scherzoso e al contempo rispettoso verso gli altri con la capacità di saper sempre trovare la parola o la frase giusta per strapparti una risata, un sorriso. Un grande medico che ha fatto del suo lavoro la sua più grande passione. Sempre disponibile verso gli altri è rimasto nel cuore di tutti i suoi pazienti. Un grande marito che ha amato e difeso la mamma sempre, in ogni difficoltà, perchè sapeva e conosceva l’importanza della famiglia. Un grande papà che ci amava alla follia, che ci ha insegnato ad affrontare la vita con lealtà e coraggio. Anche nel periodo della malattia la sua più grande preoccupazione è stata quella di trovare il modo e le forze di venirci a prendere in aeroporto.

Il destino ce l’ha rubato troppo presto, e troppo velocemente. Abbiamo passato un mese difficile in cui la nostra vita è stata stravolta. Vorremmo ringraziare tutti per il supporto e l’amore ricevuto. Sappiamo che papà ora non soffre più e ci starà guardando, probabilmente per prenderci in giro, perchè lui era così, sapeva sempre sdrammatizzare e farci ridere anche nei momenti più brutti. Dove lavora si trova una campana che viene suonata quando il paziente sconfigge la malattia, la stessa che ha portato via mio papà. Sin dal primo momento ho sperato di poter suonare quella campana con lui ma purtroppo non è successo. Ora ha smesso di soffrire e sono sicura che ovunque si trovi stia suonando la campana e gioendo per la sua grande vittoria: restare nel cuore di tutti per la sua umanità, la sua semplicità e la sua umiltà. Alcuni aggettivi che sono stati detti di lui in questi giorni: gran signore, sempre disponibile, meticolosa, dalla risata contagiosa, dottore speciale, buono con tutti, un santo uomo, una persona squisita, un bello in paradiso. Papà hanno detto che ora sei un “bello in paradiso” e non hanno tutti i torti. Ci mancherai tantissimo. Un giorno di rivedremo nuovamente per farci qualche risata assieme e qualche partita di pallone. Ciao papà ti vogliamo bene”.

Alla famiglia Piazzese le condoglianze vivissime della redazione del Corriere Elorino. Il giornale ha perso un sostenitore e un affezionato lettore.

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