Con il sì di 8 sindaci, anche Ispica può rientrare nel sito Unesco delle città tardo-barocche

Con il sì di 8 sindaci, anche Ispica può rientrare nel sito Unesco delle città tardo-barocche

Ispica può presentare la sua candidatura per rientrare nel sito UNESCO delle città tardo-barocche del Val di Noto. L’assenso formale, che riguarda anche le richieste dei comuni di Acireale e Mazzarino, è stato dato stamattina dai sindaci degli otto comuni già compresi nel sito: Noto, Modica, Ragusa, Scicli, Palazzolo Acreide, Catania, Militello in Val di Catania, Caltagirone. La firma del documento è avvenuta nella Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio, la residenza municipale di Noto, al termine di una mattinata di lavoro sul Piano di gestione del sito, alla quale era stata invitata anche l’Amministrazione comunale di Ispica, rappresentata per l’occasione dal sindaco Pierenzo Muraglie e dal vice sindaco e assessore all’UNESCO Gianni Stornello.

Tenuti costantemente al corrente dell’evoluzione dell’ter anche i parlamentari Nello Dipasquale e Marialucia Lorefice, grazie ai quali è stato possibile ottenere la disponibilità del Ministero dei Beni culturali a riaprire il dossier UNESCO delle città tardo-barocche del Val di Noto.

“Adesso possiamo partire – dice il sindaco Muraglie – convinti di avere dalla nostra parte la posizione geografica, l’architettura dei nostri monumenti, la nostra storia e le nostre tradizioni che rispondono alle caratteristiche di quell’unicum che sta alla base della costituzione del sito e che oggi trova nel redigendo Piano di gestione un motivo forte che mette insieme i comuni del Val di Noto. Un grazie sentito lo devo rivolgere ai colleghi sindaci degli otto comuni per la valenza importante data all’allargamento, considerato un rafforzamento del territorio attorno ad un’identità comune”.

“Ispica – afferma il vice sindaco Gianni Stornello – si riappropria di un posto di primo piano nel Sudest siciliano. Ricordo che era la seconda metà degli anni ’80 quando nella nostra città si tenevano gli incontri dei comuni del Val di Noto per i primi passi di quello che poi divenne il sito UNESCO. Dopo una lunga fase di isolamento, abbiamo davanti la sfida nel rivendicare con la forza dell’evidenza l’appartenenza al sito. Ispica ha le carte in regola, l’Amministrazione è determinata, l’apporto importante della Fondazione UNESCO c’è: sono convinto che ce la faremo”.

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