“Consenso elettorale, droga, avete buttato fango!”, la maggioranza intende querelare Di Rosolini e Gerratana

“Consenso elettorale, droga, avete buttato fango!”, la maggioranza intende querelare Di Rosolini e Gerratana

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Avevamo lasciato un consiglio comunale vuoto, pieno di domande e di dubbi dopo le forti dichiarazioni del consigliere Tino Di Rosolini (qui l’articolo), sostenute – seppur con termini assolutamente diversi – dal consigliere Piergiorgio Gerratana. Poche repliche alle loro dichiarazioni, nella seduta del 25 ottobre, confuse, non strutturate, se non per quella del consigliere Luigi Fratantonio che ha messo a verbale una risposta netta. La seduta era stata rinviata a ieri, 30 ottobre, “perchè il sindaco almeno sarebbe stato presente”. Il sindaco però non si è presentato neanche ieri. 

La seduta, stavolta, è stata aperta con due discorsi scritti. Uno della vicesindaca Paola Micieli e uno dalla consigliera Luigia Di Stefano che hanno dichiarato – con lettura di due discorsi- l’intendimento della maggioranza a “procedere, a loro tutela, nelle sedi opportune dopo le dichiarazioni di Gerratana e Di Rosolini della seduta del 25 ottobre”. 

Sono consapevole della mia limitata esperienza politicaha letto la vicesindaca Micieli- ma quando si tratta di difendere la dignità e l’onore dei componenti dell’amministrazione e delle Istituzioni che rappresentiamo, occorre parlare con risolutezza. Egregio consigliere Di Rosolini, sono sicura che dall’alto della sua pluriennale esperienza politica, lei si renda conto delle gravissime affermazione che ha fatto nello scorso consiglio nel sostenere che la coalizione avrebbe cercato consenso mettendo insieme risvolti della droga per creare schieramenti politici, che esisterebbe una nuova classe sociale di condizionamento che è fatta da chi in fondo gestisce la droga in questa città e che sarebbe in atto il tentativo di trasformare le disgrazie di giovani in quota politica e sociale. Non solo ha fatto queste dichiarazioni, ma ha chiesto che si accendano i riflettori sul piano giudiziario e della magistratura, e io non intendo sottrarmi a questo suo invito. Se lei è a conoscenza di chi gestisce la droga in questa città e peggio ancora di condizionamenti di tali persone su chi amministra, ha il preciso dovere, piuttosto che fare sceneggiate napoletane in consiglio comunale, di fare nomi e cognomi e formalizzare una precisa denuncia alla magistratura. Non può buttare palate di fango in faccia a persone per bene. Ci dica chi di noi è quella individualità politica che nasce da chi gestisce la droga, chi di noi ha cercato consensi con i proventi della droga, ci dica se Giovanni Spadola rappresenta in questa città gli interessi dei delinquenti. Faccia le sue denunce. Noi faremo le nostre, chiamandovi a rispondere nelle opportune sedi di quanto affermato calunniosamente, perché non siamo disposti a farci calpestare la dignità da parte sua e dei suoi sodali per il raggiungimento dei vostri miseri fini elettorali”. 

Mercoledì sera – ha invece letto la consigliera Di Stefano- abbiamo assistito ad uno spettacolo deplorevole in questa sede consiliare. Determinate affermazioni, se provate, vanno fatte davanti agli organi competenti non davanti alle telecamere. Invito di Rosolini e Gerratana a dimostrare concretamente quanto affermato di fronte a chi di dovere, in caso contrario chiedere scusa è il minimo che possiate fare. Intaccare la dignità altrui per puro risentimento per non essere riusciti a vincere le elezioni, non vi fa onore. Abbiamo il diritto di tutelarci e lo faremo nelle sedi opportune”. 

La maggioranza e la giunta comunale hanno annunciato quindi che procederanno per vie giudiziarie nei confronti dei due consiglieri comunali. Non è chiaro al momento se e quando procederanno nel concreto, nè se la denuncia, una volta formalizzata, verrà resa pubblica. Per nulla scomposta la reazione di Di Rosolini e Gerratana che anzi, “nel caso in cui fossimo chiamati in altre sedi – hanno detto- ripeteremo parola per parola quanto affermato”.

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Per Di Rosolini “non si può negare che in città c’è un blocco sociale che intimidisce la libertà di espressione dei cittadini ma c’è chi ha il coraggio di esprimersi comunque. Io ho espresso una pubblica considerazione che è già nelle mani della magistratura che già, nel caso in cui non ve ne foste accorti, partecipa da tante sedute al consiglio comunale, per osservare. Non rimangio una sola parola di quello che ho detto – ha continuato Di Rosolini- e non devo chiedere scusa. In questa città siamo diventati centrale dello spaccio di tutta la zona sud di Siracusa e nessuno dice che le lobby che si sono formate nell’organizzazione dello spaccio hanno assunto posizione di comunicazione politica evidente. Da un lato organizzano la droga, dall’altro organizzano anche – motu proprio – il consenso politico. E mi ha stupito qualche reazione alle mie dichiarazioni, addirittura c’è chi ha fatto cenno al fatto che <<tutta la sua famiglia>> fosse pulita.  Gli atti sono al cospetto di tutti, consiglio comunale, magistratura, forze dell’ordine. C’è – ha concluso – la delinquenza che vuole fare un passo avanti sul piano della politica. A ognuno di noi il compito di dimostrare che si è distanti da questo. Mi fermo con la parola, ma non con i fatti. Ognuno di noi risponda dei propri gesti. Io continuerò ad avere il coraggio di dire le cose che ho detto e che intendo ribadire nelle sedi giuste”.

“Fuori da questa aula consiliare – ha invece replicato Gerratana – tutti noi usiamo gli stessi termini, definizioni e parole che Di Rosolini in particolare ha avuto il coraggio di re all’interno di questa aula consiliare. Io ho invitato questo consiglio, se vuole affrontare il tema sicurezza, a non addolcire i termini e usare le stesse parole che usiamo fuori da quest’aula. Sono tranquillo, ma molto tranquillo, rispetto alla possibilità che domani mattina, dopo una azione giudiziaria appena annunciata dalla vicesindaca in particolare, saremo chiamati nelle sedi opportune a ripetere gli stessi concetti. Il punto è questo: qui rimane una parte del consiglio che vuole affrontare il problema con le giuste definizioni, e l’altra parte che mostra ancora una volta la totale inadeguatezza ad affrontare questa questione che oggi il vuoto dell’azione politico amministrativa ha fatto diventare preminente nel dibattito della nostra città rispetto ad altri argomenti. In città si parla solo di questo. Io continuerò a sostenere le cose esattamente con le stesse parole con cui le ho già sostenute e se avremo la possibilità di dirle altrove, le diremo. Non siamo intimoriti”

E.O

 

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