Evan Giulio, l’ombra degli abusi sessuali 13 giorni prima della morte

Evan Giulio, l’ombra degli abusi sessuali 13 giorni prima della morte

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“Vai vai mettatillu n’ta ucca, vai vai, fozza. N’mucca”
È la frase shock dell’audio ascoltato oggi in Corte d’Assise presso il Tribunale di Siracusa,  su richiesta del Pm Carlo Enea Parodi, durante l’esame dell’imputato Salvatore Blanco, portato in aula dal carcere di Vibo Valentia. Un audio che ha profondamente scosso Salvatore Blanco al punto da sospendere l’udienza per 10 minuti. “Mi rifiuto di continuare quest’interrogatorio” ha gridato Blanco, calmato poi nel momento di sospensione dal suo legale, l’Avvocato Salvatore Irullo.

La provenienza di quell’audio

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Nell’udienza di oggi, durata quasi 7 ore, la Corte (Presidente Tiziana Carruba, a latere Carla Frau) ha esaminato gli imputati Letizia Spatola e Salvatore Blanco in riferimento ai fatti avvenuti il 17 agosto 2020, quando il piccolo Evan Giulio perse la vita, e ai periodi antecedenti alla morte per la ricostruzione delle responsabilità.

La notizia shock è l’intercettazione risalente al 4 agosto 2020, alle ore 10.59 del mattino, 13 giorni prima della morte di Evan la cui causa è stata riscontrata nella polmonite ab ingestis (approfondimento nel prossimo numero del Corriere Elorino cartaceo).

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L’intercettazione proviene dal microfono installato nella cameretta di Evan. Blanco in quell’occasione è da solo in casa con il bambino, nella sua cameretta, anche se davanti alla Corte ha dichiarato di non essere mai stato da solo in camera con Evan. “C’era sempre il fratellino” – ha detto.

Dall’audio shock si sentono in modo chiaro i lamenti del piccolo, i gemiti ancora più chiari di Blanco e “qualcosa” che sembra soffocare Evan con rumori inequivocabili. “Lei non è mai stato solo in camera con Evan. Ne è sicuro?”, ha chiesto il Pm al Blanco. “Mai da soli” – ha risposto, continuando a negare, anche dopo l’ascolto dell’audio in cui ha dichiarato di non ricordare nulla dell’episodio.

Le domande del Pm che “innervosiscono” Blanco

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PM: Lei si sente? Ha sentito dei versi? Siete lei e il bambino, soli in camera. Qualcosa lo strozza. Si ricorda?

Blanco: No.

PM: Secondo chi ha trascritto, si sente anche che lei dice <<vai vai, mittitilla na ucca, fozza!>>. Lei dice a Evan di mettere qualcosa in bocca. Ma cosa?

Blanco: Non ricordo

PM: Ha mai avuto rapporti sessuali con Evan?

Blanco: No

PM: Quando dice <<mettila in bocca>> non si riferisce al suo organo riproduttivo, dato il soffocamento di Evan?

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Una domanda diretta del Pm che ha fatto agitare a dismisura Salvatore Blanco: “Non l’ho mai fatto, che sta dicendo? Ma con chi sta parlando?” ha risposto scosso Blanco, che si è alzato, rifiutandosi di continuare l’interrogatorio. “Non ho mai toccato il bambino” – ha continuato a gridare in aula. Udienza sospesa per pochi minuti, il tempo necessario al suo legale per “far calmare” l’imputato che ha poi proseguito con l’interrogatorio chiedendo pure scusa alla Corte.

Un dettaglio shock che fa calare l’ombra degli abusi sessuali sul piccolo Evan Giulio. Ma Blanco esclude sistematicamente qualsiasi atto sessuale nei confronti del piccolo.

In 7 ore di udienza sono state tante altre le domande del Pm e dei legali a Spatola e Blanco, e tante altre le loro dichiarazioni, tutte contrastanti. Blanco nega ogni accusa di maltrattamento su Spatola e i bambini, Spatola invece si è detta “manipolata, vittima del Blanco, che le stava sempre con il fiato sul collo. Vedevo con i suoi occhi, non con i miei”

Racconteremo i dettagli di questa udienza, e delle due precedenti, con l’esame di Stefano Lo Piccolo, della polizia scientifica e – soprattutto- dei Medici Legali, nel prossimo numero cartaceo del Corriere Elorino, in uscita martedì 17 maggio. 

Riproduzione Riservata

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