Gettone a 15 euro, Giannì: “Svilito il ruolo del consigliere comunale”

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Nell’ultimo consiglio comunale è stata votata la proposta di riduzione del gettone di presenza dei consiglieri da 35 a 15 euro, una riduzione che oggi ha portato allo “sfogo” del consigliere Adriano Giannì, che al consiglio aveva votato contro alla proposta di riduzione.

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Pubblichiamo il testo integrale del comunicato di Giannì in cui critica aspramente la scelta on quanto “svilisce il ruolo di consigliere comunale”.

“In occasione del consiglio Comunale del 13-11-2017 riunitosi per l’approvazione del bilancio di previsione -scrive Giannì-, uno dei punti propedeutici era il gettone di presenza dei consiglieri comunali.

Alla data di Lunedì il gettone di presenza era di 35,00 € (lordi) il minimo previsto dalla legge per Comuni con un numero di abitanti simili al nostro, pur tuttavia come per qualsiasi atto che riguarda scelte del civico consesso, lo stesso e sovrano.
Legittimamente è stato chiesto che il gettone fosse rivisto in diminuzione pari alla somma simbolica di 15 € (lordi) per ogni seduta di commissione consiliare e di consiglio comunale, tutto legittimo e tutto legale, ma tutto ciò mi porta ad esternare quanto segue:
Vero è, come ampiamente detto in modo bipartisan da maggioranza ed opposizione che le somme del gettone di presenza non cambiano la vita dei consiglieri comunali, ma mi lascia anche spazio per delle considerazioni.
In primis come si svolge il ruolo di consigliere comunale; alzandosi e sedendosi in occasione delle votazioni dei punti all’ordine del giorno del consiglio comunale? Non partecipando alle attività svolte nelle varie commissioni consiliari, che si ricorda sono obbligatorie ma non vincolanti al fine di approvare quel punto in consiglio comunale, venendo in consiglio comunale solo e quando si ha una serata libera da dedicare più che altro alla goliardia? Non dando nessuno apporto alla attività politica – amministrativa, niente di niente unico scopo e ripeto a malincuore in modo bipartisan il nulla solo per avere il “piacere” di essere nella nostra piccola comunità chiamato sig. Consigliere.
Non me ne vogliano i colleghi consiglieri comunali ma tale lettera è semplicemente uno sfogo.
Mi piace ricordare che il ruolo del consigliere è ben altro che risparmiare qualche migliaio di euro all’anno anche se capisco, comprendo e condivido il pensiero che in questo momento di crisi generalizzata occorre essere molto oculati.
Ma penso anche che in questo modo il ruolo del consigliere comunale sia totalmente svilito, perché se lo si vuole fare e bene occorre impegno e passione e credere in quello che si fa.
Voglio ricordare che se si vuole ricoprire tale carica e partecipare attivamente come già detto occorre passione, bisogna leggere gli atti studiarli, aggiornarsi su norme e leggi, bisogna assumersi delle responsabilità sia civili che penali, direi che diventa “un lavoro” molto impegnativo, senza dimenticare che se si vuole fare con scienza e coscienza bisogna togliere del tempo al proprio lavoro ed alla propria famiglia.
Ragion per cui ritengo che se lo si fa con scienza e coscienza ogni essere umano che sia impegnato nel lavoro, in politica, nello sport in qualsiasi cosa in cui mette il proprio impegno con abnegazione deve avere il giusto riconoscimento senza per questo esagerare o approfittare, altrimenti se lo si fa per “passatempo” oppure nelle occasioni di maggior impatto sociale e culturale della città, va bene così. Ritengo che come ogni cosa nella vita ci vuole equilibrio, perché esagerare in un modo o nell’altro non porta a niente di buono, si estremizza il tutto in modo positivo o negativo. Gli elettori ci hanno votato per risolvere o comunque cercare di risolvere i problemi della nostra comunità con serietà e professionalità e non certo per risparmiare qualche migliaio di euro all’anno oppure fare le belle statuine alzandosi e sedendosi in consiglio comunale per approvare o meno degli atti, naturalmente tale sfogo non è rivolto a tutte/i i colleghi consiglieri e me ne scuso con loro.

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