Gli studenti dell’Ipct celebrano la “Giornata in ricordo delle vittime delle mafie”

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Un corteo che dalla sede dell’Ipct di via Rossini ha portato gli studenti, con foto in bianco e nero in mano e una maschera bianca a coprire il volto, fino in piazza Garibaldi. In questo modo gli alunni dell’Ipct del 1° istituto superiore “Archimede” hanno voluto celebrare la “Giornata in ricordo delle vittime delle mafie”, spostandola ad oggi impegni istituzionali del sindaco.

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“Le foto in bianco e nero – ha spiegato il rappresentante d’istituto Christian Di Lorenzo, 20 anni – ritraggono i volti di alcune delle vittime conosciute della mafia, mentre le maschere bianche rappresentano le vittime sconosciute ma anche le vittime future, perchè siamo ben consapevoli che la mafia non ha ancora finito di colpire. Noi, nel nostro piccolo, facciamo quello che possiamo per sensibilizzare il nostro paese nei confronti della questione”.

Il dirigente scolastico Giuseppe Martino ha sottolineato l’importanza di queste manifestazioni, che però “non devono rimanere solo manifestazioni ma devono poi tradursi in azioni di legalità, giustizia e solidarietà quotidiane. Spero che questi ragazzi sappiano essere fondamento per una società giusta, dove la mafia non abbia più potere. Noi qui, oggi, vogliamo essere persone libere, e vogliamo ringraziare chi è morto per garantirci questa libertà; ma non basta ringraziarle e ricordarle con queste maschere, dobbiamo farlo ogni giorno, con le nostre azioni e con le nostre scelte”.

Il sindaco Calvo ha ringraziato i ragazzi per la loro sensibilità nei confronti di un tema così importante, “che ci tocca nel profondo. È all’interno della scuola che si promuovono e si apprendono tutti quei comportamenti che ci portano ad essere buoni cittadini, liberi da coercizioni e con una reale dignità. E oggi, a mio parere, la scuola ha espletato fino in fondo il suo ruolo di organo educatore”.

Alla fine dell’incontro i ragazzi hanno ricordato alcune delle vittime di mafia con nome, cognome e data di morte, deponendo simbolicamente le maschere bianche.

Giovanna Alecci

 

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