Il Comune di Rosolini dice “no” alle trivellazioni e fa ricorso al Presidente della Regione

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Il Comune di Rosolini, tramite delibera di giunta n. 174 del 28.11.2019, ha avanzato un ricorso straordinario al Presidente della Regione, Nello Musumeci, contro il decreto emesso dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente che in deroga ad una legge nazionale ha autorizzato la Maurel et Prom (ex Panther Eureka Srl) a procedere con un rilievo geofisico all’interno del permesso di ricerca “Fiume Tellaro”, che oggi riguarda un’area di 660,37 chilometri quadrati e sei comuni. 

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Il Comune di Rosolini, che nella questione ha “interesse diretto e attuale”, ha dato incarico al legale dell’Ente, Giovanni Di Pasquale, di procedere all’impugnazione del decreto che – come si legge nella delibera- ritiene “illegittimo, viziato e lesivo della comunità rosolinese, oltre che dell’integrità del territorio”.  L’amministrazione comunale infatti ritiene fondata l’esistenza di un danno grave e irreparabile a carico di tutto il territorio rosolinese potenzialmente coinvolto nei rilievi geofisici ed è proprio per questi motivi che sta tentando, al pari di altri comuni viciniori come Modica, una sospensione dell’efficacia del decreto assessoriale, proponendo ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana.

Anche il Comune di Noto, sebbene il suo territorio non abbia interesse diretto e attuale come quello di Rosolini, aveva ravvisato una incompatibilità tra la vocazione naturalistica e culturale del territorio (riconosciuta dall’Unesco) e la vocazione allo sfruttamento del sottosuolo della zona e per questa ragione aveva presentato ricorso al Tar di Catania per chiedere in via cautelativa la sospensione immediata dell’attività e, nel merito, la decisione di fermare una volta per tutte le trivelle nell’area. Il Tar ha però rigettato, sulla base del ricorso del comune di Noto, la misura cauterale perché non ha ravvisato pericoli imminenti provocati dall’attività di screening.

Questo è un atto politico assolutamente in linea con l’idea di sviluppo che la nostra amministrazione vuole portare avanti – dice il sindaco Pippo Incatasciato-, e per la quale ha dato testimonianza, con fatti concreti, che la salvaguardia e la valorizzazione delle nostre bellezze paesaggistiche e archeologiche è una nostra priorità. Quello rosolinese è un territorio con vincolo paesaggistico, idrogeologico, geomorfologico e ad alta vocazione naturalistica. L’ambiente in cui è prevista la ricerca della Maurel et Prom coincide tra l’altro anche con il costituendo Parco Nazionale degli Iblei oggi di nuovo sotto i riflettori delle cronache, della politica e delle istituzioni. Noi, come amministratori, non possiamo fingerci ciechi o sordi di fronte a quelli che riteniamo siano abusi a scapito del nostro territorio che dobbiamo salvaguardare e proteggere”.

Non si sa se i ricorsi amministrativi presentati dai comuni di Rosolini e Modica assumano esiti diversi e positivi, rispetto a Noto, per via di interessi diretti per i due comuni proprio sulla “fetta di territorio” in cui la Maurel et Prom intende agire.

Enrica Odierna

 

 

 

 

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