Ottimismo e spirito di iniziativa tra le righe del libro di Simone Digrandi “Dipende da te”

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Muoversi, scoprire , immaginare, finché quella cosa prima o poi esce fuori. Un talento che ci permetterà di avere un posto nel mondo chiaramente per noi stessi ma soprattutto per gli altri che godranno delle cose belle che faremo, di fatto, per tutti.

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Queste significative parole, tratte dal libro “Dipende da te” di Simone Digrandi, ci permettono di comprendere come la prospettiva ottimistica colloca l’individuo in una dimensione di continua riscoperta di sé e dei propri talenti; la duttilità ad adattarsi a ciò che il sistema “impone” è indispensabile, per superare quella logica del “posto fisso” . Un libro , quello di Simone, che ci guida verso quella tensione faustiana propria del “self made man /woman.
La presentazione, organizzata dai volenterosi ragazzi di You polis-laboratorio Rosolini, è avvenuta Sabato 6 Febbraio, presso il Cine-Teatro S. Caterina . La serata ha visto il giovane autore, circondato da un folto numero di relatori, che hanno donato il proprio contributo in un interessante confronto di idee.                                                        Moderatore dell’incontro è stato il seminarista Andrea Pitrolo che ha ben armonizzato gli interventi di Don Stefano Modica, della prof.ssa Ignazia Iemmolo, dell’Imprenditrice Anna Azzaro, di Ignazio Zocco, e del dott. Saro Cavallo, le cui considerazioni, sul testo, hanno donato spunti di riflessioni ai presenti. Gli interventi sono stati inframezzati da brani tratti dal libro, curati dalla dott.ssa Rosy Iozia e dall’esecuzione di pezzi al pianoforte, ad opera del tredicenne Luca Pitrolo.
Simone Digrandi, classe 1984, giovane imprenditore nell’ambito della comunicazione integrata, presidente di Youpolis Sicilia, amante della musica e speaker radiofonico ci racconta un’esperienza di vita, la sua insieme ai suoi compagni di viaggio “i compari”, impressa tra le pagine di un libro , il cui titolo “Dipende da te” diviene il trait d’union di tutta una linea di pensiero che l’autore ci spiega molto bene
“ Il libro diviene una testimonianza da consegnare ad altri giovani, è un’occasione per parlare ai ragazzi e esortarli a modificare il loro punto di vista , affinché si rendano artefici del proprio cambiamento. Un nuovo modo di vedere le cose è possibile. Lungo gli anni, ho compreso che mi era necessario ideare un lavoro e adeguarmi alle attuali logiche economiche, culturali e sociali; Mi sono convinto che era necessario reinventarmi per inventare qualcosa che fosse in linea con i miei talenti e metterli al servizio dell’altro. L’altro, che è l’umanità intera, è da apprezzare e soprattutto da valorizzare, perché in ognuno di noi ci sono meravigliosi talenti da scoprire e da mettere insieme”
Siamo, dunque, posti di fronte ad una scelta: vivere , scegliendo un atteggiamento ottimistico oppure sopravvivere assumendo un atteggiamento vittimistico, lamentandoci continuamente della crisi, subendo tutta quella serie di immagini catastrofiche che, quotidianamente, l’agenda setting massmediatica ci propone alla tv e sui social, con l’intento, di fondo, di far salire l’audience alle stelle.
L’essere nati su questa terra è già segno che un senso, in questo “stare nel mondo”,sussiste. Percepirsi come donne e uomini di valore predispone , naturalmente, ad un animo gioioso , ed è proprio questa gioia, a renderci consapevoli che lamentarsi è un inutile perditempo.

                                                                                                       Sara Calvo

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