L’Essap replica a Piazza Civica: “Ci chiedano scusa”

919
Nella foto: Stefania Lupo, Carmelo Di Stefano, Corrado Latino e Pippo Incatasciato
- Pubblicità -

Pubblichiamo integralmente una lettera dell’Essap in risposta alla conferenza stampa tenuta da Piazza Civica sulle serre/tunnel e la gestione dei beni donati dalla defunta Maria Mauro Sipione gestiti proprio dall’Ente Morale regionale. La lettera dell’Essap è giunta nella posta Pec del Corriere Elorino anche se non fa riferimento a nessun articolo pubblicato dal nostro giornale che si è occupato a più riprese della vicenda. La pubblichiamo ugualmente in quanto come testata giornalistica avevamo chiesto al presidente Giuseppe Di Martino di esternare le ragioni dell’Essap.

“Piazza Civica sostiene di essere vestita di trasparenza, di cambiamento, di dialogo.

Piazza Civica non è vestita di trasparenza, di cambiamento, di dialogo, bensì di volgari menzogne e di camici bianchi; si atteggia a medico che diagnostica senza visitare il malato, ma, cari componenti di Piazza Civica, figli di una civiltà di frontiera, cercate di diventare esploratori degli accampamenti culturali a voi vicini, in quegli accampamenti sicuramente potreste dissetarvi di quella cultura millenaria che grida: non postest medicus per epistulas cibi aut balinei tempus eligere, vena tangenda est. Voi avete diagnosticato un male senza aver toccato la vena del malato, eppure il malato era ed è a vostra disposizione e non è affetto dal male da voi diagnosticato.

Paese di lune, fuori splendenti di luce riflessa ma strutturalmente ed internamente formati da pietra inerme e da polvere sterile che mai potrà diventare madre terra. Non si può splendere calunniando persone che si sono spese e si spendono, a titolo puramente e fondatamente gratuito, a portare avanti un Ente che nell’ultimo quindicennio è diventato un’arena per volontà dei politici di turno, leoni e tigri che sono sempre stati fronteggiati egregiamente, almeno sino alla data odierna, e spalti gremiti da lune indicanti le strade da percorrere e come percorrerle, ma gli antichi romani sostenevano: gladiator in arena cepere consilium, scendete voi lune nell’arena, affrontate voi tigri e leoni, no, voi no, per voi è più facile stare sugli spalti con il dito rivolto verso il basso.

Ai “professionisti” della legge, loro che conoscono i tribunali dove campeggia “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI” corre l’obbligo ricordare che nei tribunali più antichi dei nostri, il riferimento va ai tribunali greci, campeggia “SENTI ANCHE L’ALTRA PARTE”, e l’altra parte non è stata mai sentita, ma ora è qui per far conoscere a tutti i fatti, artatamente modificati  dalle calunnie dei denigratori, le grandi lune estive, quasi da spiaggia.

Narrativa

Nel sito del Gazzettino del Sudest.it si legge: “Piazza Civica: “L’Opera Pia incassa somme da capogiro ma non fa attività socio-assistenziali”.

Prima bugia (rectius: calunnia) perché non è vero che l’Opera Pia incassa somme da capogiro, una tale affermazione abbisogna di prove inconfutabili, e voi, cari calunniatori, non offrite alcuna prova.

Sull’asserita mancanza di attività socio assistenziali sarebbe cosa corretta che voi apriste un dialogo con i politici, pro tempore, che hanno amministrato la città. Dove eravate voi quando l’orfanotrofio venne spogliato di tutti i bambini, in effetti ne rimase uno solo, per favorire una struttura privata?, Dove eravate voi quando il CdA dell’epoca, per evitare che le suore di S. Anna abbandonassero la sede dell’orfanotrofio rimasto con un solo bambino, si invento un contratto di affitto a prezzo politico (un Euro l’anno per due anni) regolarmente approvato dall’Assessorato Regionale, nonché accettato dalla Provinciale delle Suore di S. Anna. Ed allora si disse che le Suore di S. Anna erano state cacciate dal CdA. Quante lune hanno conosciuto i CdA pro tempore!.

Conoscete i parametri dettati dalla L.R. ed imposti per poter realizzare una casa di riposo in una struttura non moderna?. Non conoscete, forse, l’abbattimento delle barriere architettoniche, che in una struttura non moderna sono quasi impossibili da realizzare, salvo che non realizzare una struttura ricettiva da adibire a casa di riposo per soli cinque soggetti. Sicuramente conoscerete le diverse trattative intavolate con impresari indigeni per la costruzione ex novo di una Casa di Riposo, ma non è conveniente, politicamente parlando. È sempre la politica del profitto personale di pochi che vince, e non a caso si usa il temine politica perché anche la politica, nel senso letterario del termine, è alla mercé del profitto personale di pochi. Oramai viviamo sempre in periodo preelettorale ed il periodo preelettorale che stiamo vivendo ci propina solo soluzioni per sconfiggere l’uno o l’altro candidato, ci mostra coalizioni impensabili, ci offre uno scenario di stregoni e di maghi che espongono le loro credenziali, i loro unguenti e farmaci che hanno fornito e continuano a fornire solamente illusione di benessere e dipendenza psicofisica, la soluzione radicale delle malattie sociali è antieconomica, tocca gli interessi dei pochi che vedrebbero vanificata la raccolta dei voti necessaria nella successiva tornata elettorale. Quanti maghi hanno conosciuto i CdA pro tempore!.

Nel sito del Gazzettino del Sudest.it si legge, ancora,: “L’Essap Giuseppina Leggio Sipione introita circa 357 mila euro l’anno. Falso, menzogna, calunnia, forse intendavate scrivere 57 mila euro (importo quasi uguale e di poco superiore all’introito annuale). Se non fosse falso, se non fosse menzogna, se non fosse volgare calunnia diteci voi di Piazza Civica, che vi definite persone credibili e trasparenti, perché non avete denunciato, presso le opportune sedi giudiziarie, una distrazione di 300 mila euro l’anno? O, forse, si fa ricorso a numeri alti per sentirsi tali?. Ma il corvo che si adorna di penne di pavone sempre corvo rimane.

Non si intende replicare sul prosieguo dell’articolo, peraltro contraddittorio e confuso nelle cifre, si chiede che Piazza Civica rettifichi, stesso mezzo, le affermazioni volgari, calunniose ed offensive pubblicate e chieda pubblicamente scusa al CdA, ancorchè decaduto, ma pur sempre insediato ed in attesa delle nuove nomine da parte dell’Assessorato Regionale. In difetto il CdA, ancorchè decaduto, ma pur sempre insediato, farà ricorso presso le opportune sedi giudiziarie per la salvaguardia della propria dignità, della propria correttezza, della propria onestà, della propria cultura.

Rosolini 09/11/2016

Il CDA

Firmato Di Martino Dott. Giuseppe Presidente

Firmato Sipione Dott.ssa Carlotta Consigliere

Firmato Scatà Avv. Maria

Firmato Solarino Dott. Raffaele Consigliere

- Pubblicità -