Lettera al Corriere: cittadino che collabora viene dimenticato

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Via Cavour: una striscia di piazzetta che si affaccia sul canale d’acqua piovana e sul dirimpettaio Palazzetto dello Sport. Un piccolo spiazzale, un unico corrimano e un mix di sterpaglie secche e rifiuti vari: pericolosi come siringhe, ingombranti come materassi e tossici come umido e indifferenziato maleodorante. Un angolo della città dimenticato, se non fosse per un residente della zona che da tempo ha preso a cuore il posto, piantando l’unica area verde e decorosa della piazza: due alberelli ben curati e rispettati.

Il cittadino, tramite una lettera scritta “di pancia”, segnala pubblicamente la cattiva immagine di questa parte della città, a cui si aggiungono gli atti vandalici e le bravate di giovani che, fino a tarda notte, disturbano la quiete pubblica e deturpano il luogo.

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Nel documento, l’anziano signore esprime il suo interesse rivolto all’igiene dell’ambiente in cui vive; una collaborazione spontanea la sua, che non ha avuto però riscontro da parte di un’Amministrazione Comunale più volte allertata, ma che, invece, sembri aver fatto ripetutamente “orecchie da mercante”.

Il rosolinese con questo testo intende richiamare il Comune e chi di competenza all’attenzione, alla pulizia e alla massima vigilanza dello spazio in oggetto. Di seguito alleghiamo la sua lettera.

Il sottoscritto, da diversi anni, si prende cura delle piante che si trovano in questa piazzetta.

Per difenderle dai vandali che hanno tentato più volte di distruggerle, ho rischiato di litigare con giovani di 18/20 anni. Giovani che tutte le sere fino a mezzanotte disturbano con schiamazzi e vandalizzano gli alberelli.

Sono riuscito a salvare solo una delle due piante, in quanto una è andata in rovina dopo un incendio.

Perché questa premessa? A fianco della piazza si trovavano 5 alberi i quali, sotto ordinanza dell’allora Amministrazione Calvo, furono estirpati. Per cui, due anni fa, avendo a cuore il decoro del luogo, ho deciso volontariamente, con bontà e pazienza, di piantare uno dei due alberi esistenti, prendendomene cura: periodicamente mi occupo dell’inaffiamento e all’occorrenza della loro potatura. Due bellissimi alberi che io ho sempre salvaguardato come due figli.

Nell’ultimo periodo, circa 40 giorni, ho provveduto alla loro pulizia e a quella generale del luogo, dopo aver segnalato diverse volte una tale incuria al Sindaco, al vice Sindaco e ai funzionari dell’Ufficio Ecologia, i quali non si sono preoccupati di intervenire.

Al cittadino si chiede di collaborare, ma l’Amministrazione è assente per quanto mi riguarda. Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto per amore della mia città, ma mi sono sentito preso in giro: più volte mi è stato detto che sarebbero intervenuti, ma così non è stato.

Lo stato attuale del luogo è precario, per questo, visti i riscontri non ricevuti, voglio mostrare pubblicamente la criticità della piazza e del quartiere. Servendomi della stampa locale, che ringrazio di farsi megafono dei miei richiami, segnalo: rifiuti e indumenti abbandonati sul ciglio della piazza, urla fino a tarda sera di giovani bande. Noncuranza, sterpaglie e sporcizia varia a ridosso delle ringhiere su cui, anche solo un mozzicone di sigaretta, potrebbe essere la miccia di un pericoloso incendio; cosi come avvenne due anni fa quando fummo noi stessi residenti ad allarmare addirittura la Forestale.

Dunque, con l’augurio che non succeda nulla di preoccupante e di peggio, invito e allerto il Comune a vigilare e fronteggiare le problematiche di cui sopra e chiedo al Corriere Elorino di divulgare il mio “grido d’allarme”.

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