
Mensa scolastica, il Comitato Genitori dell’Istituto Sant’Alessandra: “Chiediamo qualità, puntualità e più dialogo”
Il Comitato Genitori dell’Istituto Comprensivo S. Alessandra ha diffuso un comunicato pubblico sulla situazione della mensa scolastica, rivolgendosi direttamente alla cittadinanza. Un intervento che non lascia spazio a interpretazioni: “Sentiamo il dovere di portare all’attenzione di tutta la cittadinanza una situazione che riteniamo non più accettabile”.
Al centro delle loro critiche,anni di promesse su qualità, filiera corta e benessere dei bambini che, secondo il Comitato, non hanno trovato riscontro nella realtà: “Da anni ascoltiamo promesse che, nei fatti, non trovano riscontro nella realtà quotidiana vissuta dalle famiglie. Oggi ci troviamo di fronte a un servizio caratterizzato da cambi di menù continui, variazioni nutrizionali frequenti e, soprattutto, da una totale mancanza di comunicazione chiara e tempestiva”.
Particolarmente critica, nella nota, la questione dei ritardi nell’avvio del servizio: “Negli ultimi anni, l’avvio entro il 1° ottobre è stato possibile solo grazie alla pressione costante del nostro Comitato. Ci chiediamo: è normale che un servizio essenziale dipenda dall’insistenza delle famiglie?”.
Con la fine dell’anno scolastico scade anche il mandato con l’azienda che ha gestito il servizio negli ultimi anni. Il Comitato coglie l’occasione per avanzare richieste precise per il futuro: “un servizio più efficiente e stabile, l’utilizzo di alimenti del territorio, l’aggiornamento del piano alimentare – richiesto tramite PEC già due anni fa – e maggiore trasparenza nella comunicazione con le famiglie”.
“Riteniamo fondamentale – continua il comitato – che su un tema così delicato non ci sia spazio per propaganda politica o strumentalizzazioni. La scuola appartiene a tutti: studenti, famiglie e cittadini. E tutti meritano risposte concrete, non promesse. Come Comitato Genitori continueremo a vigilare, a informare e a far sentire la nostra voce, con senso di responsabilità e nell’interesse esclusivo dei bambini. Perché su diritti fondamentali come questo non si può e non si deve aspettare”.







