“Presunti brogli elettorali”, è la “9” la sezione incriminata ma il Cga chiede “approfondimenti”

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Novità più incisive in merito al ricorso avanzato dal Dott. Tino di Rosolini sui“presunti brogli elettorali” delle elezioni amministrative di giugno 2018 che hanno portato alla vittoria dell’attuale sindaco Pippo Incatasciato.

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Su nove sezioni, è una sola quella “incriminata”, così come accertato a seguito della verifica da parte del Prefetto di Palermo.

Il Cga infatti, ricordiamo, aveva proceduto alla nomina del Prefetto di Palermo per verificare la corrispondenza o meno tra il numero degli elettori votanti e le schede scrutinate. Approfondimenti, da parte del verificatore, che hanno messo in luce alcune discrasie ma in una sola sezione su nove: la numero 9.

E così che il Consiglio di Giustizia Amministrativi della Regione Siciliana, con una ordinanza del 20 marzo, ha ordinato la necessità “indispensabile, al fine di decidere, di avanzare un ulteriore approfondimento proprio nella sezione numero 9; approfondimento diretto a verificare la corrispondenza, o meno, tra il numero degli elettori effettivamente votanti nella sezione e il numero delle schede scrutinate. Il verificatore, entro sessanta giorni, accerterà il numero delle schede anche attraverso l’apertura delle buste e il (ri)conteggio delle schede elettorali nella stessa contenute.

Il Cga, richiesti questi ulteriori approfondimenti, ha rinviato l’esame della relazione di verifica e la trattazione ulteriore della causa all’udienza del 14 ottobre 2020.

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