“Rosolini non è un posto dove i giovani possono vivere in serenità”

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Vicende di una Rosolini che potrebbe ispirare un romanzo di Camilleri, non è più una città dove i giovani possono vivere.
Ancora una volta la nostra Rosolini è resa protagonista dalle fiamme. Il susseguirsi di auto bruciate e atti intimidatori che colpiscono trasversalmente tutta la comunità, da consiglieri e impiegati comunali a comuni cittadini, contribuisce ad accrescere la paura e la mancanza di sicurezza in città. Ancor più grave quando ad essere colpite sono le forze di pubblica sicurezza, nella persona del vice Comandante della Polizia Municipale Salvatore Latino. L’organo della consulta giovanile vuole lanciare un messaggio di allarme circa la situazione di anarchia che regna sovrana in questa porzione di territorio. A tal proposito invieremo nelle prossime ore una lettera a Sua Eccellenza il Prefetto chiarendo che Rosolini non è più una città dove i giovani possono vivere serenamente, dove le famiglie vengono turbate da vili atti, dove, troppo spesso, viene meno il senso della presenza dello Stato. Nell’esternare la nostra solidarietà al vice Comandante Latino, un accorato appello va ai giovani e alla città intera a reagire con sdegno e forza di fronte a simili e inaccettabili fatti.

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Il direttivo
L’assemblea

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