Sciopero ad oltranza dei netturbini rimasti senza stipendio

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Lavorano per ritirare i rifiuti ogni giorno, ma a fine mese non trovano lo stipendio. E arrivati al 12 marzo devono ancora ricevere gli stipendi di gennaio e febbraio, una situazione che ha portato nuovamente gli operatori ecologici a protestare clamorosamente con la decisione di indire uno “sciopero selvaggio” a oltranza.

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Questa mattina Rosolini si è svegliata con sacchetti appesi, immondizia nei marciapiedi e nelle strade, un disservizio per il quale gli operatori si “scusano” ma che si è ritenuto necessario per far valere il proprio diritto a ricevere lo stipendio.

La protesta è stata visibile in piazza Garibaldi dove è stato additata di “inadempienza” l’amministrazione comunale che sarebbe in ritardo nel pagamento delle fatture alla ditta che svolge il servizio di raccolta dei rifiuti. A parlare agli operatori è stato direttamente il sindaco Corrado Calvo con parole che però non hanno convinto a terminare lo sciopero. Anzi, i netturbini rilanceranno la protesta anche domani e nei giorni a seguire “se non vedranno i loro stipendi accreditati nei conto correnti”.

Un disagio che è causato dalla mancanza di liquidità delle casse del Comune. Per contratto, la ditta S.G. servizi Ambientali, infatti, deve corrispondere ai propri dipendenti il salario anticipando tre mesi. Di contro l’Amministrazione comunale deve pagare alla ditta ben 5 mesi ed è per questo che si è venuto a creare il blocco degli stipendi.

Stamattina è stato disposto il pagamento di ben 109.792,17 euro a favore della ditta, somma che consentirà di pagare per intero la fattura del mese di settembre 2017. Qualche settimana fa il Comune aveva accreditata altre 159.792,17 euro per pagare la fattura del mese di agosto 2017. Dal canto suo la ditta ha provveduto a pagare gli stipendi fino a dicembre 2017.

“Continueremo lo sciopero anche domani e, se necessario, anche nei giorni successivi -affermano i netturbini- perchè non sappiamo più come pagare le bollette e comprare da mangiare. Lo stipendio è l’unica fonte di sostentamento che abbiamo. Purtroppo la situazione è drammatica: chi non lavora è senza stipendio, e adesso anche chi lavora non sa quando prenderà lo stipendio. Dobbiamo continuare a far finta di nulla?”.

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