“Tradito il progetto di Etica”: la candidata al consiglio Gianna Calvo si ritira

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A pochi giorni dalle elezioni “Amministrative” che si svolgeranno il 10 giugno, un “caso” turba la coalizione del candidato sindaco Pinello Gennaro.

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E’ quello della rinuncia dalla competizione elettorale di Gianna Calvo, candidata al consiglio comunale nella lista “Pinello Gennaro Sindaco – La rivoluzione della competenza”, Da sempre nel direttivo di “Etica”, che abbandona la campagna elettorale perchè in disaccordo con le scelte che hanno portato all’individuazione degli assessori designati da Pinello Gennaro.

Ricordiamo che i tre assessori scelti sono stati l’avvocato Salvatore Giummarra (espressione della lista cambiAmo Rosolini), la maestra Maria Belluardo (candidata al consiglio nella lista Etica) e l’architetto Sebastiano Emmolo.

Una pensiero “personale” motivato con un comunicato giunto in redazione e che pubblichiamo integralmente.

“Amici, un pensiero mi turba da alcune settimane -scrive Gianna Calvo-. Vi dico che coerentemente ho dato l’anima alla creazione e alla battaglia di Etica come progetto alternativo per l’organizzazione di una nuova politica della partecipazione. Ho profuso lealtà e impegno.

Il nuovo metodo propugnato di organizzare la politica come ha sempre confermato il leader del movimento e di cui la sottoscritta si è fatta portavoce già nel primo congresso era quello della partecipazione attiva ai 4 laboratori tematici che conseguentemente riguardavano le deleghe assessoriali e alle quali dovevano emergere le corrispondenti deleghe di giunta.

Mi chiedo dov’è la coerenza per le scelte operate. Io affermo che le scelte indicate brillano solo per l’assenza  di ogni contributo tematico corrispondente. Oggi ho il dovere di esternare tutto il mio disagio per scelte mai discusse che tradiscono le premesse di Etica.

Qualcuno ha snaturato il progetto e pertanto denuncio una gestione verticistica e poco democratica all’interno degli organismi del direttivo a cui ne faccio parte paventato come luogo delle scelte del movimento.

Non è più procrastinabile la dissociazione di tali criteri che non possono essere avallati. Il mio è un gesto in ossequio alle necessità di dare riscontro alla mia coscienza. Comunico la mia profonda delusione, affermo il mio disimpegno politico dal progetto tradito di Etica”.

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