Volontari salvano dalla morte l’albero di carrubo centenario del Verde a Valle

Volontari salvano dalla morte l’albero di carrubo centenario del Verde a Valle

Salvato dalla morte un albero di carrubo centenario. Solo 6 anni fa stava per essere sradicato e eliminato ma  sotto l’input del Prof. Giovanni Minardo venne trasportato dall’Istituto Agrario di Via G. Meli al Verde Valle “per essere ammirato dalla città”.

“Se salvi un albero di carrubo, hai salvato un pezzo della nostra storia”. Ed è quello che è successo grazie ad alcuni volontari.

È stato salvato, per la seconda volta,  da una triste fine, un albero di carrubo centenario.

Era ancora il 2012 quando nella sede dell’Istituto Agrario di Via G.Meli l’albero centenario di carrubo stava per essere eliminato perché il suo apparato radicale “creava ingombro”  e rischiava di compromettere il muro di cinta della scuola.

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Fu il Prof. Giovanni Minardo, all’epoca, a “bloccare l’operazione di taglio” non prima di aver trovato una destinazione certa per la centenaria pianta. Su sua proposta, con l’autorizzazione rilasciata dall’allora amministrazione Calvo, l’albero venne piantumato al Parco Giovanni Paolo II, con l’aiuto di Corrado Spadaro e il figlio Michele, Piero Giallongo e Carmelo Amore, responsabile della villetta comunale.

L’albero di carrubo in via G.Meli durante l’espianto per il trasporto al Verde a Valle, anno 2012

 

Oggi un attacco di topi nella corteccia,  rischiava di compromettere ancora una volta lo stato di salute del Carrubo, per fortuna abilmente salvato, con cura e dedizione, dallo stesso Prof. Minardo con l’aiuto dell’amico Salvatore Stellini e dell’operaio Simone Rendo.

Grazie alla loro volontà, passione, competenza e a tanta dedizione ancora una volta la città potrà continuare a godere della bellezza di questo carrubo centenario, simbolo e storia del nostro paese, che più volte ha rischiato di essere colpito da una triste fine.

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“Mi accorsi della sofferenza della pianta lo scorso settembre – ci racconta il Prof Minardo- e dato che gli sono particolarmente legato, dopo i tanti sacrifici fatti per tenerlo in vita nel corso degli anni, ho subito contattato l’amministrazione Incatasciato per esporre il problema che, se non attenzionato, avrebbe portato alla morte totale di questa meraviglia. Per fortuna ho ricevuto la massima disponibilità da parte del vicensindaco Luigi Fratantonio che, anche lui addetto ai lavori e sensibile alla vicenda, mi ha autorizzato a intervenire in una prima fase e ha addirittura messo a disposizione un operaio e tutto il necessario per la cura, nella seconda fase. Se oggi possiamo ancora godere della bellezza di questa pianta è anche grazie a lui”.

Fu proprio il giorno della Festa del Sacro Cuore che il Prof Minardo, munito di mastice, grazie all’autorizzazione del vicesindaco, cominciò con il primo intervento alla pianta per cercare di cicatrizzare le ferite e rimediare temporaneamente al danno, in attesa di trattamenti aggiuntivi. Seppur molti rami erano già morti, la successiva nascita di germogli, a partire dalle gemme laterali, rappresentò un segnale di speranza per garantire la ripresa ottimale dell’albero.

“Fu in quel momento che il vicesindaco mise a disposizione un operaio volenteroso, Simone Rendo, che continua ancora a prendersi cura dell’albero. Una volta a settimana si occupa del trattamento applicando sostanze biostimolanti e nutrimenti fogliari. Tutte sostanze necessarie alla sua ripresa e forniteci dallo stesso vicesindaco” – racconta il Prof.

E il trattamento, per fortuna, porta già i suoi primi frutti. “Il lavoro di squadra e la dedizione ci hanno ripagato dei sacrifici” – dichiara il Prof, soddisfatto di aver “restituito” la vita, per la seconda volta, a questo albero centenario e di aver reso un servizio gratuito per il solo bene collettivo.

“Sabato pomeriggio – racconta- mi sono recato di nuovo al Verde a Valle ed è stato un orgoglio notare i miglioramenti dell’albero. Così, aiutato da Salvatore Stellini, abbiamo eseguito la potatura delle parti morte della pianta. Il nostro centenario carrubo, possiamo dirlo, è adesso rinato. E non possiamo non ringraziare il vicesindaco, senza la sua sensibilità al problema e la concessione delle relative autorizzazioni, non ci sarebbe stato possibile intervenire e questa città avrebbe perso uno dei suoi centenari e meravigliosi carrubi”.

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Dopo questo “secondo” adesso l’obiettivo del Prof. Minardo è quello di estirpare i pioppi della scuola Martin Luter King che, oltre a creare con le loro radici un danno strutturale a marciapiedi e pavimentazioni, “meriterebbero di essere piantumati in un luogo più opportuno” – dice Minardo. Da lì, a seguito di un sopralluogo, l’accoglimento della proposta da parte del Vicesindaco che, ci racconta Minardo, “ ha mostrato tutta la sua apertura, con lo scopo innanzitutto di mettere in sicurezza la scuola”.

Lo spostamento del muro di cinta nella scuola Martin Luter King dovuto alla presenza di pioppi

Quei pioppi è probabile che vengano adesso spostati, su proposta del vicesindaco, nel futuro sgambatoio che sarà creato in corrispondenza dell’area di Protezione Civile in modo che i cittadini possano godere, soprattutto nei periodi estivi, di un ampio spazio,  all’ombra di bellissimi pioppi. Un intervento di spostamento fino ad oggi molto sottovalutato e che pare adesso, aver trovato accoglimento dopo l’ennesima proposta, avanzata più volte dal Prof. Minardo nel corso degli ultimi anni.

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