Via Manzoni, l’opposizione denuncia ritardi nei lavori idrogeologici e mancanza di controlli tra i lotti

Via Manzoni, l’opposizione denuncia ritardi nei lavori idrogeologici e mancanza di controlli tra i lotti

I lavori di mitigazione idrogeologica di via Manzoni erano attesi per il 31 marzo. Finiranno, secondo l’assessore ai Lavori Pubblici, entro fine aprile, per via delle condizioni meteo e di sottoservizi emersi durante gli scavi. Ma nella seduta dell’8 aprile il ritardo è diventato l’occasione per un confronto più ampio: qualità dell’esecuzione, assenza di sorveglianza in cantiere, e soprattutto il mancato collegamento idraulico tra il primo e il secondo lotto dell’opera.

Il consigliere Carmelo Modica, imprenditore edile, ha dichiarato di aver effettuato sopralluoghi quasi ogni mattina e di aver documentato, fotografie alla mano, la riduzione del diametro dei tubi da 1500 a 500 millimetri e l’assenza sistematica del direttore dei lavori e del RUP sul cantiere.

Sono lavori fatti con i piedi. Se il direttore dei lavori e il RUP mi danno conferma che hanno eseguito tutto come da computo metrico e come da progetto, allora vanno denunciati. Ho le foto. Tubi da 1500 ridotti a 500. Come si può fare un lavoro del genere con quattro blocchi messi e un po’ di cemento, senza attacchi speciali? Non ho visto mai una persona venire a controllare”

Il punto tecnico centrale è il mancato raccordo tra i due lotti. Il secondo – eseguito da un’altra impresa fino a via Bellini – resta senza sbocco idraulico verso il primo. Il sindaco Spadola ha confermato che il collegamento è previsto nell’appalto e che spetta all’impresa del primo lotto realizzarlo, ma non ha fornito una data. L’assessore Cavallo ha indicato un incontro fissato per la settimana successiva per affrontare la questione.

Il consigliere Giuseppe Guastella ha inquadrato il problema in termini tecnici diretti: “Non c’è bisogno di avere dieci lauree per capire che se un tubo è di sezione maggiore scorre dentro più acqua. La riduzione del calibro porta ad avere un rischio idrogeologico non risolto. Stiamo costruendo una bomba esplosiva”.

Il sindaco Spadola ha imputato parte dei ritardi alla segnalazione fatta dall’estate 2025 dallo stesso Guastella, che aveva portato al rinvenimento di reperti archeologici nell’area e alla conseguente sospensione dei lavori per mesi, in attesa di individuare e ingaggiare un archeologo — gara andata più volte deserta, con un costo finale stimato intorno ai 7.000 euro.
Prima di fare bloccare tutti questi lavori per un sito archeologico si doveva valutare. Con un comune in dissesto trovare le risorse per fare le gare e avere un archeologo non è semplice”.
Guastella ha replicato ricordando che la sua segnalazione riguardava la sicurezza degli abitanti durante l’estate, con gli scavi aperti a cielo aperto in un quartiere ad alta concentrazione di anziani, e che le denunce ai sensi di legge vanno distinte dalle segnalazioni pubbliche all’amministrazione. “Lei si riempie la bocca della parola denunce. Perché non è andato a denunciare? E poi aggiunge: la colpa è del consigliere Guastella che ha denunciato. Allora la denuncia deve essere convenevole alle sue comodità?”

Guastella ha ricordato che la prima interrogazione scritta su questi lavori è stata depositata il 27 luglio 2025. La seduta dell’8 aprile è stata la prima occasione in cui l’amministrazione ha risposto, oralmente e senza documentazione allegata. L’opposizione ha dichiarato di non ritenersi soddisfatta e di attendere risposta scritta “da utilizzare anche nelle sedi legali”.

Il consigliere Di Rosolini ha sintetizzato la questione tecnica: “Ad oggi abbiamo fatto un lavoro di canalizzazione per poi trovarci un imbuto dove la residuale canalizzazione viene ridotta a un terzo. Il collegamento mancante tra i due lotti non è un dettaglio: è la differenza tra un’opera funzionante e una spesa pubblica inutile”.

 

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