
La strada di via Soldato Muriano impraticabile con la sedia a rotelle: “Giovanni non può uscire di casa”
C’è un tipo di isolamento che non nasce dal desiderio di stare soli, ma dall’incapacità delle istituzioni di garantire ciò che dovrebbe essere ovvio: una strada asfaltata.
È l’isolamento che ogni giorno subisce Giovanni Di Mauro, giovane rosolinese residente in contrada Perpetua, costretto a un “esilio” forzato dentro casa propria. Non per la sua disabilità, ma per lo stato di abbandono del suolo pubblico che lo circonda.
Giovanni convive con una disabilità motoria permanente e utilizza una sedia a rotelle. Ma la sua vera barriera non è la carrozzina: è la strada che dovrebbe collegarlo al resto del mondo.
Il tratto che porta dalla sua abitazione alla viabilità principale di Via Soldato Muriano non può essere definito strada. È un percorso sterrato, pieno di avvallamenti profondi, fango d’inverno e polvere d’estate. Un terreno che per chi si muove su una sedia a rotelle non è semplicemente difficile: è impossibile.
Per Giovanni, uscire di casa è un’impresa proibita. Per i suoi familiari, spingere la carrozzina su quel terreno è una lotta quotidiana contro la fisica e contro l’indifferenza.
Il risultato è devastante: Giovanni non può raggiungere i vicini, non può muoversi in autonomia, non può partecipare alla vita sociale, non può esercitare il suo diritto più elementare: essere cittadino.
La famiglia Di Mauro non è nuova a questa battaglia. Negli anni, rassicurazioni verbali e promesse di intervento si sono accumulate come polvere su un fascicolo mai aperto. Nessuna delibera, nessun progetto, nessun atto concreto. Solo parole.
A rompere il silenzio su questa vicenda è intervenuto il consigliere comunale Davide Soli, che l’11 maggio 2026 ha inviato una nota ufficiale al Sindaco e agli assessori competenti. Soli parla chiaramente di una “palese violazione dei principi cardine della nostra Costituzione e della dignità umana”.
La richiesta inoltrata al Comune di Rosolini è netta e non ammette ulteriori indugi: Un impegno politico ufficiale per il ripristino e l’asfaltatura di Via Soldato Muriano e della strada adiacente alla casa di Giovanni. L’attivazione immediata dell’Ufficio Tecnico per la redazione di un progetto esecutivo. Il reperimento di finanziamenti regionali specifici per il superamento delle barriere architettoniche. Una risposta scritta con tempi certi di inizio e fine lavori.
“Non si tratta di una cortesia -dice Soli-, ma di un dovere morale e legale. L’amministrazione di Rosolini è chiamata a dimostrare la propria civiltà rispondendo alle necessità dei cittadini più fragili. Non è più il tempo delle “promesse vane” o delle giustificazioni burocratiche. Giovanni Di Mauro ha il diritto di uscire di casa. La libertà di un nostro giovane concittadino non può più restare sepolta sotto il fango e la polvere di una strada dimenticata. È il momento che le istituzioni passino dalle parole ai fatti”.







