Al laghetto Macrostigma si pesca in ricordo di Vincenzo Marotta, una festa per grandi e bambini

Al laghetto Macrostigma si pesca in ricordo di Vincenzo Marotta, una festa per grandi e bambini

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La passione per la pesca inculcata dal padre al figlio che oggi si trasforma in occasione di incontro per tramandare quei sani valori alle nuove generazioni. Nasconde un significato molto profondo il “2° memorial Vincenzo Marotta”, svoltosi questa mattina al laghetto Macrostigma di contrada Stafenna, organizzato dal figlio Giuseppe Marotta e dall’inseparabile amico Saverio Rubera.

La foto sul manifesto, un bambino che abbraccia la gamba del padre mentre sta pescando, la dice lunga sulla frase “Amore per la pesca” che Giuseppe ha voluto legare alla manifestazione, a simboleggiare quell’amore trasmesso dal padre durante le giornate trascorse nei laghi di mezza Sicilia, che oggi rimangono ricordi indissolubili.

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“Partivamo il venerdì sera per tornare a casa la domenica a pranzo per la felicità di mia madre -dice Giuseppe Marotta-. Il posto preferito da mio padre, che amava praticare carpfishing, era la diga di Santa Rosalia. Portavamo con noi non solo tutto il necessario per pescare, ma anche l’attrezzatura per trascorre tre giorni in tenda. Passavamo giorni in sintonia, a cucinare, spesso al freddo, e in quei tre giorni il nostro legame si rafforzava. Mio padre amava tanto la natura. Spesso andavamo una settimana prima per preparare i luoghi e poi capitava che al momento di ritornarci per trascorrere il fine settimana trovavamo qualcuno ad occuparlo. Ma è la legge della pesca e non puoi fare spostare qualcuno in un posto che è di tutti”.

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La morte del padre, 20 anni fa e gli impegni lavorativi, hanno allontanato Giuseppe dal mondo della pesca. “Ho dovuto mettere da parte la pesca, ma quella trasmissione di valori non poteva che riaffiorare. Oggi faccio l’infermiere e ritaglio il tempo per questa passione. A 20 anni dalla morte di mio padre mi ritrovo ad avere organizzato per la seconda volta una manifestazione in sua memoria con l’obiettivo di dare l’occasione ai bambini di praticare questo sport assieme ai loro genitori.

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Gli organizzatori hanno regalato 10 canne da pesca ai proprietari del laghetto “Macrostigma”. “Così se un papà o una mamma verranno quì con il proprio bambino e non avranno l’attrezzatura, potranno ugualmente pescare e trascorrere momenti a contatto con la natura”.

Stamattina erano in tanti i bambini presenti al laghetto Macrostigma. Per loro è stato anche organizzato uno spettacolo di circo e arte di strada dal bravissimo duo “Tres’h Jolies” con divertimento assicurato anche per i più grandi.

La manifestazione sportiva ha coinvolto gli adulti ed è iniziata di buon mattino. Una gara che ha visto oltre 60 partecipanti provenienti da mezza Sicilia. Da Catania a Ragusa, da Comiso a Gela, non potevano mancare i rosolinesi con in testa il gruppo “Amici per la Pesca” di cui è coordinatore Corrado Cassarino. E non è detto che a pescare meglio siano stati i più grandi, perchè le nuove leve iniziano a farsi rispettare.

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Dopo la pausa pranzo in cui tutti i partecipanti hanno avuto modo di gustare carne arrostita sul fuoco e del buon vino, nel pomeriggio si è svolta una mini gara da pesca per i più piccoli, dai due anni in su, con coppe e medaglie per tutti.

“Per molti bambini è stata l’occasione per pescare il primo pesce -conclude Giuseppe Marotta-. Speriamo di aver portato loro un po’ di emozione. In ogni caso l’appuntamento è già fissato per il terzo memorial che vogliamo migliorare e allargare quanto più possibile”.

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Padrone di casa Piero Armenia, presidente della “Macrostigma International”: Vincenzo Marotta era un “Signor pescatore”, ed è bello che oggi si ricordi il suo nome con queste manifestazioni. Oggi l’associazionismo ha un ruolo importantissimo che è quello di unire il rapporto tra genitore e figlio, in un confronto agonistico-sportivo che non per forza deve avere l’obiettivo di pescare più pesci degli altri ma si basa sullo stare assieme. I genitori hanno l’occasione di spiegare il rapporto con la natura e nello stesso tempo vivere l’emozione di catturare un pesce, o la speranza di catturare un pesce. È la speranza in modo particolare che ci rafforza nel mondo futuro, la speranza è quella che oggi viene meno in tutto e per tutti”.

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