All’Itis dell’istituto Archimede si parla di mafia con l’Ass. Libera e Giovanna Raiti

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In un periodo molto delicato per la nostra amata Rosolini, stiamo vedendo il nostro paese quasi in difficoltà. Visti tutti i “mini attentati” mafiosi di cui si vede protagonista, cercare di attuare una campagna di sensibilizzazione contro la Mafia è una priorità. A seguire questa direzione, mediante la conoscenza di testimonianze dirette nelle scuole, il rappresentante dell’Itis dell’Istituto Superiore Archimede, Giuseppe Latino. Partendo da qui, il miglior modo di inziare, è stata l’organizzazione di un’assemblea d’Istituto lo scorso 7 febbraio inerente a tali tematiche.

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L’argomento “mafia” è stato illustrato e documentato da esperti e relatori d’eccezione, i quali nei loro interventi sono riusciti ad attirare e suscitare l’attenzione di tutti gli studenti. La dott.ssa Lauretta Rinauro, coordinatrice provinciale dell’Ass. Libera e Giovanna Raiti (sorella di Salvatore Raiti, carabiniere ucciso dalla mafia), hanno parlato di fatti e testimonianze personali, trasportando tutti i presenti in una profonda riflessione e dettagliata analisi di questa cruda realtà.

A introdurre la tematica, il Prof. Antonino Calvo che ha parlato di cosa si occupa l’Ass. Libera fondata nel ’95 da Don Luigi Ciotti: il controllo delle associazioni mafiose e la tutela della legalità per contrastare le mafie presenti sul territorio.

La lotta alla criminalità dunque, ma anche, attraverso il discorso della coordinatrice di Libera, l’esperienza e l’operato di Libera, una cronostoria del tema mafioso e il racconto di personaggi ed episodi storici che hanno segnato la vita del Sud e di tutta l’Italia in generale, i punti su cui ci si è focalizzati.

Ad attenzionare e riportare la storia di Raiti, il carabiniere vittima di mafia, la stessa sorella. Restituire dignità al fratello attraverso la diffusione di questa storia nelle scuole, è parte della sua missione per denunciare e combattere il fenomeno, ha spiegato la donna.

Il risultato finale della mattinata è stato positivo e ha centrato l’obiettivo: una conferenza che, nonostante la delicatezza dell’argomento, ha scosso animi e coscienze di docenti e studenti.

Vania Scarso

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