Chiusura ospedale di Noto. Spadola: “Dobbiamo darlo ai privati?”

311
- Pubblicità a pagamento -

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Spadola in cui commenta la chiusura dell’Ospedale Trigona di Noto, invitando i cittadini di Rosolini a mobilitarsi per manifestare e trovare soluzioni.

Di seguito il testo.

Pubblicità a Pagamento

Invito i cittadini di Rosolini e non solo, ma l’intera popolazione del sud est alla mobilitazione per fermare la chiusura definitiva dell’ospedale Trigona di Noto“.

A lanciare un appello ad una manifestazione di massa contro una politica sorda ed affaristica, è il leader del Movimento ‘Giovani Rosolinesi’, Giovanni Spadola.

In piena estate e con la popolazione che raddoppia per l’arrivo di turisti e vacanzieri cosa fa l’Asp di Siracusa? Chiude il Pronto soccorso del Trigona, ufficialmente per mancanza di medici. Siamo al colpo di grazia definitiva e non possiamo assistere inermi ad un diritto che ci viene attribuito dalla nostra Costituzione che è quello di garantire la salute a tutti.

La vicenda dell’ospedale di Noto – non è un fatto partitico – ma siamo stanchi di assistere passivamente ad un modo di gestire la sanità in Sicilia. Probabilmente il problema è antico, perchè in Sicilia il Ministero della Salute non ha competenze.

Pertanto in 70 anni di autonomia regionale, sulla pelle della gente si è costruito il business, il malaffare, le carriere. Alla fine con le porte chiuse del ‘Trigona’ a pagare il conto saranno i cittadini di Noto, Pachino, Rosolini e Portopalo. È pazzesco chiudere il nosocomio nella capitale europea del barocco, città riconosciuta dall’Unesco. In questa battaglia di civiltà che intraprenderemo – aggiunge Spadola – non saremo da soli, ma altri amici di altre formazioni e di schieramenti politici si uniranno alla nostra protesta.

L’assessore regionale alla Salute ed il governatore della Sicilia non possono pensare che il “Di Maria” di Avola può diventare la panacea di tutti i mali. La chiusura dell’ospedale di Noto significa calpestare la dignità di centomila abitanti. Se i vertici dell’Aso non sono in grado di garantire i servizi, ne traggano le dovute conseguenze. Già il Trigona è stato scippato della Pediatria, Ortopediae Ginecologia, adesso anche del reparto di Prima emergenza. Qui c’è il rischio che chiudano anche i Pte, continuando con questo andazzo“.

Spadola si interroga: “perchè nelle strutture private i medici ci sono ed i servizi funzionano? Questo fa capire anche ai bambini che non c’è la volontà politica, nè politici di spessore che riescono a difendere il territorio“.

Giovani Rosolinesi lancia una proposta all’assessorato regionale per garantire i servizi sanitari a Noto, quindi a tutto il sud est.

Si faccia una manifestazione di interesse pubblico rivolgendosi ai privati, mettendoli però in condizioni di potere garantire i servizi e non chiedendogli solo investimenti. Serve affidare la struttura del Trigona in comodato d’uso gratuito per 30 anni, prestazioni in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, una sessantina di posti letto almeno per tre reparti: Pediatria, Ortopedia e Ginecologia, con radiologia e annessi laboratori di analisi e ovviamente il funzionamento del Pronto soccorso. Questa può essere una soluzione e sicuramente il ‘Trigona’ potrebbe diventare una struttura efficiente, così come già avviene a Cefalù con la Fondazione Giglio”.

 

- Pubblicità a pagamento -