“Dovevo fare il sindaco fino al 2020”, Corrado Calvo presenta ricorso

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Un ricorso al Tar di Catania contro l’emanazione delle elezioni a Rosolini nel 2018 è stato depositato, tramite il suo legale, dall’ex sindaco Corrado Calvo. Sostiene, infatti, che la Regione avrebbe fatto un errore nell’emanare le elezioni a Rosolini in quanto il suo mandato non sarebbe concluso nel 2018, ma dovrebbe scadere nel 2020.

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Nel 2013, infatti, Corrado Calvo fu eletto sindaco dopo aver vinto il ballottaggio con Pippo Incatasciato. Giovanni Giuca, arrivato 3° per un solo voto di scarto su Pippo Incatasciato, presentò ricorso al Tar che fu accolto e si ritornò a votare in due sezioni, la 2 e la 16. Nel frattempo, per circa un anno, il Comune fu amministrato da un commissario ad acta nominato dalla Regione.

Si ritornò alle urne nelle sezioni 2 e 16 nel marzo del 2015 con Giovanni Giuca che puntava ad arrivare secondo e disputare il ballottaggio con Corrado Calvo. Ma ad arrivare al ballottaggio fu nuovamente Pippo Incatasciato e secondo il “principio di conservazione” Corrado Calvo fu eletto sindaco automaticamente senza bisogno di ripetere il ballottaggio con Incatasciato che si era già svolto nel 2013.

Adesso, in parole povere, Corrado Calvo chiede al Tar di accogliere il suo ricorso in quanto sostiene che le elezioni erano state annullate, e, una volta eletto nel 2015, il suo mandato doveva durare 5 anni.

“Siamo convinti -ha detto Calvo-, che la Regione ha fatto un errore nell’emanare le elezioni a Rosolini nel 2018. Il mio mandato doveva durare altri 2 anni”.

Il Tar si pronuncerà nei primi giorni di luglio 2018. Nel caso in cui dovesse accogliere il ricorso si annullerebbero le elezioni appena svolte.

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