Gennaro sul dissesto finanziario: “Facile, oggi, scaricare le responsabilità sui cittadini”

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Riceviamo una nota dell’avvocato Pinello Gennaro in merito alla situazione di dissesto finanziario del Comune che pubblichiamo integralmente:

“Smettiamola di richiamare la relazione dei revisori dei Conti per trovare l’alibi dell’esistenza di gravi squilibri strutturali di Bilancio dell’Ente, perché stiamo scoprendo l’acqua calda, in quanto il piano di riequilibrio finanziario pluriennale adottato serve proprio per gli Enti locali con gravi squilibri strutturali di bilancio al fine di evitare il dissesto economico dell’Ente.

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Vedete nessuno di noi ha avuto una pistola puntata alla tempia per candidarsi alle Elezioni e quando lo abbiamo fatto eravamo consapevoli di trovarci a gestire una situazione finanziaria difficile. Proprio per questo personalmente ho cercato sempre mantenere un profilo basso, lontano da promesse elettorali miracolistiche e scenografiche che acchiappano molto in termini di consenso elettorale, ma puntando tutto sulla necessità di affidarsi con fiducia a gente capace e competente, cercando di fare alleanze coerenti che potessero garantire una squadra amministrativa capace e coesa, in grado di assumersi la responsabilità di importati scelte di risanamento economico per la città.

Trovo stucchevole lo scarica barile sulle responsabilità erariali in cui accertamento compete alla Procura della Corte dei Conti, ritengo innegabile che ci siano state in passato scelte amministrative scriteriate di gente che faceva i mutui anche per costruire le scuole dell’obbligo, anziché accedere ai finanziamenti statali, di gente che espropriava i terreni senza corrispondere alcuna reale indennità o peggio ancora senza neanche emanare i decreti di esproprio, di gente che per togliersi qualche “vencia politica” spostava i dipendenti instaurando contenziosi che hanno visto puntualmente soccombente il Comune, nonostante gli incarichi legali dati agli amici degli amici con parcelle di tutto rispetto. SI perché l’80 % dei debiti fuori bilancio portati da sentenza passate in giudicato derivano proprio da vicende amministrative risalenti ad oltre 10 anni addietro.

Ma ritorniamo ad oggi e chiedo agli attuali amministratori per quale motivo in questi diciotto mesi di studi ed approfondimento di alta amministrazione se il piano di riequilibrio pluriennale approvato necessitava di adeguamenti o correttivi non è stato inviato nuovamente al Consiglio per provvedere in tal senso ? Per quale motivo dovremmo perdere definitivamente i benefici economici connessi al piano di riequilibrio pluriennale ancor prima che la Corte dei Conti indichi gli eventuali correttivi? Qualcuno mi spiega cosa si è fatto in questi 18 mesi per invertire la tendenza dei conti pubblici ad aumentare le effettive entrate dell’Ente o contenere la spesa corrente ? Qualcuno mi spiega quali correttivi di cassa sono stati individuati per fronteggiare le crisi di liquidità dell’Ente ? E troppo facile dichiarare il dissesto e dire non è colpa mia spostando sulle tasche dei cittadini, dei giovani, degli operatori economici e dei dipendenti il prezzo di responsabilità amministrative presenti e passate.

Si perché se qualcuno è convinto che con la dichiarazione di dissesto i debiti di questo Comune al 31/12/2018 li pagheranno i Commissari o lo Stato, si sbaglia di grosso perché con lacrime e sangue saranno i cittadini di Rosolini che per i prossimi venti anni dovranno pagare quei debiti. Li pagheranno i creditori del Comune che hanno fornito beni e servizi e che rischiano la falcidia del credito, li pagheranno i lavoratori e le aziende di Rosolini che nelle buste paga dovranno applicare una addizionale IRPEF al massimo senza possibilità di modifica alcuna dei livelli di tassazione per i prossimi anni, li pagheranno le famiglie e gli imprenditori che dovranno costruire una casa o una azienda su questo territorio Comunale che dovranno pagare gli oneri di urbanizzazione spropositati, li pagheranno gli utenti dei servizi a richiesta individuale (mensa, asili nido) li pagheranno gli utenti dei servizi comunali (Tari, tasse in materia di occupazione di suolo pubblico, pubblicità ecc), li pagheranno i giovani che non potranno accedere ai concorsi dall’esterno. Li pagheranno i dipendenti comunali per i tagli ai fondi incentivanti, straordinari, progressioni verticali ed orizzontali ma anche per l’obbligo di rispettare determinati parametri connessi al contenimento alla spesa con rischio in caso contrario anche del ricorso alla mobilità obbligatoria. Ed allora chi di loro è partime lo resterà a vita, chi ha una integrazione oraria probabilmente la perderà (vedi comuni vicinori) ed il tutto senza che comunque la dichiarazione di dissesto serva a coprire i debiti di stipendiali arretrati che afferendo al 2019 non andrebbero a rientrare nella gestione Commissariale.

Ricordatevi che il dissesto non è la panacea di ogni male ma è solo la dichiarazione di fallimento politico di un intera classe amministrativa che sta governando questa città o che ne ha assunto la responsabilità del governo negli ultimi venti anni. Non ho mai apprezzato gli amministratori che di fronte ad una grave crisi della loro azienda, scelgono di portare i registri in Tribunale per dichiarare fallimento, preferisco quelli che lottano e non si arrendono al fatalismo. La prospettata dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente non è solo l’ennesima menzogna elettorale di chi oggi dimentica le promesse fatte per uscire dalla crisi, ma è un gesto di viltà amministrativa che tende, per mero opportunismo politico o peggio incapacità amministrativa conclamata, a scaricare sulle prossime generazioni i debiti che appartengono alla nostra generazione.

Avv. Pinello Gennaro

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