Illuminazione, 1.000.000 di euro perso, Roccasalvo: “Capre, capre, capre”. Di Stefano: “Faremo ricorso”

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L’esclusione dal bando regionale per migliorare e rendere efficiente l’impianto di pubblica illuminazione rappresenta una grande opportunità persa per la città di Rosolini, e segna un punto a favore per l’opposizione che da sempre ha criticato la scelta dell’amministrazione comunale di non partecipare al bando tramite il project financing ma in autonomia. Una ditta, infatti, aveva tutto l’incartamento pronto per presentare il progetto, ma l’amministrazione comunale ha scelto di partecipare senza intermediari tramite l’ingegnere capo del Comune Corrado Mingo e il Responsabile unico del procedimento Giovanni Calabrese. Un progetto che doveva essere “migliorativo” e conveniente per l’Ente con l’assessore Carmelo Di Stefano che aveva dichiarato, rivolgendosi all’opposizione, di “stare tranquilli perchè prima di intraprendere questa strada ci siamo consultati con esperti del settore e c’è stato garantito che il progetto sarà finanziato”.

Ma non avevano forse tenuto conto dei tempi di spedizione. Perchè mentre il progetto poteva essere finanziato e pure migliorativo rispetto al project financing, la Regione ha ritenuto di non prendere in considerazione la busta contenente il corpo della delibera, il dvd e tutti gli allegati, perchè sarebbe arrivata fuori tempo utile. Tempistica mancanta che è valsa l’esclusione che farà perdere 1.000.000 di euro di finanziamento.

A gridare al danno è l’opposizione: “Hanno fatto perdere un milione di finanziamento a danno della collettività –dice il consigliere comunale Corrado Roccasalvo-, e non perchè il progetto si è piazzato negli ultimi posti, ma perchè non è stato ritenuto ammissibile in quanto non hanno prodotto le carte nel modo giusto. Il sindaco in consiglio comunale ha più volte affermato che avrebbero restituito di tasca propria le somme perse per loro errori. È un errore questo? Allora restituiscano alla città il milione di euro perso”.

Nel caso specifico per Roccasalvo “l’amministrazione per uccidere il topo ha bruciato tutta la casa. Avevamo un bando pronto e cantierabile, ma per escludere la ditta che lo aveva presentato, in modo arrogante e presuntuoso, forse perchè non era nelle loro grazie politiche, con la scusa che era migliorativo, hanno creato questo danno che negherà la città di un impianto di illuminazione adeguato ai tempi attuali. Capre, capre, capre”.

E poi conclude: “Stiamo pensando ad azioni eclatanti come l’occupazione del consiglio comunale. Di certo questo errore non passerà inosservato e nessuna scusa da parte del sindaco potrà essere accettata. Era stato avvertito più volte ma hanno voluto fare di testa loro. Adesso se ne assumano le responsabilità”.

A rispondere per l’Amministrazione comunale è l’assessore Carmelo Di Stefano: “Il progetto è stato escluso non perchè era errato, ma per un inghippo burocratico in quanto non hanno preso in considerazione la busta che conteneva Dvd, delibera e gli allegati, che il Rup ha inviato lunedì 20 giugno ed è arrivata a Palermo il 28 giugno. Secondo la Gazzetta ufficiale sarebbe dovuto arrivare “tassativamente entro 5 giorni successivi dalla domanda di ammissione a contributo e comunque non oltre le ore 12 del 90° giorno successivo dalla data di pubblicazione del presente avviso”, quest’ultima data che era stata calcolata per il 30 giugno. In via telematica, invece, il progetto è stato inviato sabato 18 giugno. Riteniamo che sia stato inviato nei termini giusti e assieme al legale del Comune stiamo presentando ricorso”.

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