Ipertensione arteriosa resistente, la denervazione renale nuova strategia terapeutica

Ipertensione arteriosa resistente, la denervazione renale nuova strategia terapeutica

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Giorno 21 Aprile si è svolto a Rosolini presso il ristorante “il Faretto” un interessante incontro organizzato dal dottor Giorgio Sacchetta (UOS emodinamica di Siracusa) e il dottor Marco Contarini (primario dell’UOC di Cardiologia con UTIC ed emodinamica di Siracusa) sul “ruolo della denervazione renale per il trattamento dell’ipertensione arteriosa resistente”. All’incontro hanno partecipato più di 30 medici di medicina generale del territorio.

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L’ipertensione arteriosa (IA) è la più importante causa di mortalità e morbilità a livello globale, responsabile di almeno 10 milioni di morti all’anno (13.5% di tutte le morti), rappresentando pertanto il fattore di rischio cardiovascolare più rilevante, con un impatto indipendente e continuo sull’incidenza di eventi cardiovascolari quali ictus ischemico ed emorragico, infarto del miocardio, morte improvvisa, scompenso cardiaco, vasculopatia periferica e fibrillazione atriale.

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Nonostante la progressiva sensibilizzazione alla prevenzione primaria e i trattamenti efficaci disponibili, dati recenti riportano come l’IA risulti misconosciuta fino al 50% dei pazienti ipertesi e come addirittura solamente un paziente ogni tre raggiunga gli obiettivi pressori ottimali, nonostante trattamento farmacologico. L’ipertensione resistente (IR) è definita come il non raggiungimento del target di pressione arteriosa nonostante trattamento con tre differenti classi di farmaci tra cui un diuretico, alla dose ottimale o meglio tollerata, oppure qualora si raggiunga l’obiettivo terapeutico con almeno 4 farmaci.

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La denervazione renale è una nuova procedura mini-invasiva in grado di ridurre in modo significativo la pressione arteriosa nei pazienti con ipertensione molto alta e non curabile attraverso i farmaci. Per questi casi, fino a poco tempo fa, non erano disponibili opzioni terapeutiche alternative.
Il trattamento si basa sul legame tra i nervi renali del Sistema Nervoso Simpatico (SNS) e la pressione sanguigna.

I segnali provenienti dal SNS e diretti ai reni aiutano a controllare il flusso sanguigno renale, la ritenzione dei sali e l’attivazione del sistema renina-angiotensina, un meccanismo ormonale di regolazione della pressione. A loro volta, i segnali provenienti dai reni e diretti al Sistema Nervoso Centrale (SNC) attivano meccanismi di regolazione globali, ma possono anche causare una stimolazione eccessiva, che provoca ipertensione arteriosa.
La denervazione renale consiste nel disattivare in modo selettivo parte delle terminazioni nervose che decorrono lungo le pareti esterne delle arterie renali, determinando una duratura riduzione della pressione sanguigna.

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La denervazione renale rappresenta un’opzione innovativa e sicura per il trattamento dell’ipertensione refrattaria alla terapia farmacologica tradizionale

Si ricorre ad un catetere per ablazione che dall’arteria femorale arriva fino alle arterie renali; una volta che il dispositivo giunge a destinazione, dal catetere viene erogata energia a radiofrequenza a bassa potenza, finalizzata a disattivare le terminazioni del nervo simpatico, senza ledere il vaso.

La partecipazione attiva dei MMG ha reso l’evento estremamente interessante raggiungendo l’obiettivo di creare un legame tra la medicina generale e gli specialisti.

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