Mio figlio è disprassico?

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Francesco si alza e si domanda «E’ mattina o sera?». Si dirige verso la porta e sbatte contro un mobile. Va in bagno. Lavare il viso, i denti, insaponare le mani ed asciugarsi è proprio una fatica per lui. Va in cucina a fare colazione «Speriamo non caschi nulla!». È il momento di vestirsi per andare a scuola, ci mette tutto se stesso per capire il verso giusto della maglietta e dei pantaloni, come alzare braccia e gambe, «Ecco fatto!»; arriva la mamma e gli dice che ha messo tutto al contrario. A scuola, prima attività della giornata: copiare la lezione alla lavagna. Francesco non riesce a trovare la matita, il quaderno sul banco non vuole proprio stare fermo. Pur mettendocela tutta, riesce appena a scrivere la prima frase e già tutta la classe ha finito e bisogna passare all’attività successiva.

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A Francesco toccherà rimanere in classe durante l’intervallo per finire di copiare.
Cosa succede a Francesco? Perché ciò che per gli altri bambini è di facile apprendimento per lui risulta così difficile?

Francesco è un bambino con difficoltà ad apprendere un insieme di movimenti coordinati che abbiano come obiettivo un’azione finalizzata.
Questa difficoltà viene definita con il temine di Disprassia, cioè un disturbo evolutivo della coordinazione motoria che limita il bambino nel compimento di attività quotidiane, nell’apprendimento scolastico e nel linguaggio quale risulta povero, alterato negli aspetti articolatori e nella strutturazione della frase. Il bambino disprassico ha una ridotta capacità di immaginare l’azione da compiere e le sequenze che la compongono, di prevedere il risultato e correggere eventuali errori. Queste difficoltà gli rendono difficile allacciare le scarpe, vestirsi, lavarsi, abbottonarsi, copiare, scrivere, disegnare, assemblare puzzle, costruire, giocare con la palla. I movimenti appaiono impacciati e maldestri, la postura inadeguata e spesso sono presenti comportamenti fobici ed immaturi.
Il bambino disprassico non è un bambino pigro ma un bambino che si stanca facilmente, che si impegna con tutte le sue forze a portare a termine un’attività ma purtroppo c’è sempre qualche inconveniente che glielo impedisce. Tuttavia esistono degli interventi abilitativi-riabilitativi che permettono a questi bambini di riuscire ad organizzare i loro movimenti nello spazio e nel tempo affinché possano risultare finalizzati ed efficaci al compimento di un’azione di vita quotidiana e all’apprendimento scolastico, migliorando nettamente la propria autonomia e qualità di vita.

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A cura della dott.ssa Zaira Di Dio
benesseredellapersona.zairadidio@hotmail.com

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